Siria, il narco-stato paradiso del Captagon

La Siria è oggi un narco-stato: l'export di droghe vale più di qualsiasi altro prodotto
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La Siria è diventata un narco-stato.

È questo il titolo che l’autorevole settimanale inglese The Economist riserva il 21 luglio 2021 alla Siria, diventata il primo produttore al mondo di Captagon, un’amfetamina molto in voga in tutto il Medio Oriente e nel Golfo, sia tra i diversi gruppi armati che tra i giovani alla moda. Mentre l’economia formale crolla sotto il peso della guerra, delle sanzioni e del dominio della famiglia Assad il Captagon è diventato la principale esportazione e fonte di valuta pregiata della Siria.

Secondo il Centro per l’analisi e la ricerca operativa (COAR) l’anno scorso le autorità di altri Paesi hanno sequestrato sostanze prodotte in Siria per un valore al dettaglio di non meno di 3,4 miliardi di dollari, un mercato enorme se confrontato con la più grande esportazione legale della Siria, l’olio d’oliva, che vale circa 122 milioni di dollari all’anno.

La produzione di massa di amfetamine in Siria è iniziata solo dopo lo scoppio della guerra civile nel 2011: durante la guerra civile gli ufficiali dell’esercito hanno dato da ingoiare ai propri soldati il Capitan Coraggio, come chiamavano il Captagon. Proprio come i nazisti fecero con il Pervitin, la prima metilanfetamina tedesca. Combattenti sciiti provenienti dall’Afghanistan e dal Libano, venuti per sostenere il regime siriano, hanno portato le loro abilità nella produzione e nel traffico di sostanze: Hezbollah, la più grande milizia sciita del Libano fattasi partito politico di maggioranza relativa, ha dato un sostegno militare cruciale al governo di Assad, ha acquisito ampi tratti di territorio oltre il confine, tra le montagne siriane di Qalamoun, dove ha ampliato la coltivazione dell’hashish e sviluppato una nuova industria artigianale. La produzione di pillole di Captagon.

Le esportazioni sono iniziate nel 2013: all’epoca gli impianti chimici nelle città di Aleppo e Homs erano già stati convertiti in fabbriche di amfetamine, il cui costo nel mercato del Golfo viene ricaricato di oltre 50 volte il loro costo di produzione. Osservando i sequestri è possibile farsi un’idea sulla vastità di questo mercato: la polizia italiana l’anno scorso ha sequestrato a Salerno 84 milioni di pillole su una singola nave, per un valore di oltre 1 miliardo di euro. Si diceva che fosse la più grande intercettazione al mondo di droghe legate alle amfetamine: a maggio 2021 le autorità malesi hanno fatto meglio sequestrando, su segnalazione saudita, 95 milioni di pillole.

Via | Infomundi
Foto | Unsplash


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