La crisi economica in Libano incentiva la produzione di droghe

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La grave crisi economica e politica che affligge il Libano, tra le peggiori degli ultimi vent’anni secondo le Nazioni Unite, non sta fermando, anzi la incentiva, la produzione e il commercio di droghe in territorio Libanese. In particolare di Captagon, l’amfetamina più usata nei vari conflitti in Medio Oriente e Africa e una delle droghe ricreative più ricercate dalla borghesia mediorientale. Le forze di sicurezza libanesi affermano di aver effettuato, negli ultimi mesi, dozzine di operazioni antidroga alla ricerca di laboratori che producono pillole di Captagon in Libano, monitorando anche i confini costieri e terrestri con la Siria nel tentativo di identificare le rotte del contrabbando.

La lotta del Paese mediorientale contro il commercio di sostanze, tuttavia, è una corsa lungo una salita ripidissima, anche a causa delle molteplici crisi che si sovrappongono: il collasso economico del Libano, la crisi valutaria, l’emergenza rifugiati, la polarizzazione sociale e la paralisi politica. Molti inoltre sospettano che il gruppo Hezbollah utilizzi e agevoli il ​​traffico illecito di sostanze per finanziare le proprie operazioni politiche e militari.

Da quando le autorità doganali dell’Arabia Saudita hanno sventato un tentativo ad aprile di contrabbandare più di cinque milioni di pillole Captagon dal Libano nel Regno, nascoste all’interno di un carico di melagrane durante il Ramadan di quest’anno, i funzionari libanesi affermano che i trafficanti sono diventati ancora più “sfrontati”.

Fu dopo la scoperta di questa spedizione di Captagon che l’Arabia Saudita ha deciso di sospendere le spedizioni di frutta e verdura libanesi che entravano nel Regno o transitavano attraverso il suo territorio. Secondo i libanesi quel carico era entrato in Libano dalla Siria, via terra, e riconfezionato in un magazzino nella valle della Bekaa prima di essere spedito verso Gedda. Le decine di arresti di contrabbandieri negli ultimi mesi, perlopiù siriani e libanesi, rivelano una rete di contrabbando ben organizzata su cui l’attività repressiva sembra non avere effetti: il 26 giugno i sauditi hanno sequestrato, sempre nel porto di Gedda, 14 milioni di pillole di Captagon nascoste tra lastre di metallo provenienti, nuovamente, dal Libano. Pochi giorni dopo un altro carico, circa 100.000 compresse, è stato sequestrato a Beirut prima di essere spedito in Arabia Saudita all’interno di apparecchiature elettromedicali.

Un mercato che ha anche hub logistici in Italia: esattamente un anno fa, nel luglio 2020, 84 milioni di pasticche di Captagon furono sequestrate nel porto di Salerno, nascoste dentro rotoli industriali di carta: il carico era stato imbarcato a Latakia, in Siria, un hub da sempre importante anche per i traffici illeciti di Hezbollah, che sostiene il regime siriano di Assad. Secondo la polizia libanese il Captagon veniva prodotto in Siria nelle regioni di Homs ed Aleppo ma l’evolversi del conflitto ha costretto alcune fabbriche a spostarsi in villaggi lungo il confine siro-libanese, sulla catena montuosa dell’Anti-Libano e nelle aree di Qusair e Tufail. Da una decina d’anni anche Hezbollah è nel mercato della produzione, oltre che del commercio, di Captagon: l’embargo americano e la crisi economica e politica ha costretto Hezbollah a reinventarsi, per continuare a finanziarsi e non morire.

La Valle della Bekaa, dove Hezbollah ha i suoi campi di addestramento e controlla rigorosamente i confini siriani, utilizzati per entrare in Siria e dar manforte al regime di Assad, è l’hub di produzione e smistamento principale. Il “re del Captagon” è invece Hassan Daqou, con importanti interessi commerciali a Tufail, cittadina controllata da Hezbollah. A giugno è stato consegnato alle autorità libanesi.

Dall’inizio del 2020, Captagon contraffatto e altre droghe illecite sono state sequestrate in Libano, Egitto, Grecia e Giordania, oltre che in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Italia e le diverse forze dell’ordine hanno specificamente collegato Hezbollah ai sequestri di droga dal confine tra Siria e Giordania verso l’Europa centrale e meridionale. Un rapporto del 2020 di Europol rivela che i membri di Hezbollah stanno usando le città europee come base per il commercio di “droghe e diamanti” e per riciclare i propri profitti.

Nonostante l’Interpol negli ultimi anni vanti operazioni di successo e sequestri record di volta in volta la produzione e il commercio di Captagon non si fermano. Anzi, oggi è l’amfetamina più popolare in tutta l’area Mediterranea.

Foto | Unsplash
Via | InfoMundi


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