Psychedelic Medicine Association

Il fronte della ricerca scientifica psichedelica made-in-Usa continua a produrre interessanti novità. Si va dalle primi indagini sull’uso della psilocibina per il trattamento dei disturbi bipolari alla conferma del ruolo del DMT in esperienze spirituali e pre-morte alla nascita di un’importante struttura operativa, la Psychedelic Medicine Association.

L’Università della California a San Francisco ha avviato un nuovo progetto, curato dal team del BAND Lab (Bonding and Attunement in Neuropsychiatric Disorders), unità dedita a  salute mentale e neuropsichiatria. Si parte riprendendo le promesse della psilocibina, l’ingrediente psicoattivo dei “funghetti magici”, ma per il possibile trattamento di una serie di disturbi finora scarsamente considerati in questo campo, quelli dello spettro bipolare. Già disponibile online un questionario anonimo, riservato ai maggiorenni diagnosticati con tali disturbi e con passate esperienze con l’allucinogeno. È solo il primo passo per verificarne eventuali rischi e benefici, così da procedere con futuri test clinici specifici. Il progetto generale prevede poi ulteriori ampliamenti, per affrontare nuovi ambiti e potenzialità delle terapie psichedeliche.

Da segnalare poi una nuova relazione della Johns Hopkins Psychedelic Research Unit che allarga proprio l’approccio scientifico e la comprensione del nostro quadro neuro-cerebrale. Nell’indagine – che riprende, ampliandola, quella pubblicata lo scorso anno su PLOS One – i ricercatori hanno seguito 2.500 volontari che, dopo aver inalato il DMT, descrivevano il loro incontro con una “entità o guida autonoma” e da qui situazioni che trasudavano «gioia, fiducia, amore, gentilezza». L’80% di costoro ha spiegato che quell’esperienza aveva radicalmente trasformato la loro percezione della realtà e il 72% ha aggiunto che per loro quell’entità continuava a esistere su «un piano di realtà diverso da quello ordinario».

Come ha chiarito Roland Griffiths, noto esperto e direttore dell’unità di ricerca,  uno degli obiettivi dell’odierna ricerca sugli enteogeni è anche quello di «esplorare il mistero esistenziale dello scopo della vita». Aggiungendo che, comunque sia, «per ora stiamo appena sfiorando la superficie di quello che il DMT può dirci». Il DMT, noto anche come la “molecola dello spirito”,  è il maggior ingrediente psicoattivo presente nella miscela di erbe che compongono l’ayahuasca. E la sua funzione naturale nel cervello sembra sia direttamente correlata ai sogni e alle cosiddette “esperienze pre-morte”.

Ecco infine il lancio della Psychedelic Medicine Association (PMA) , piattaforma collaborative indirizzata a personale medico, produttori farmaceutici e organizzazioni varie per tenerli aggiornati sul tutto non solo a livello scientifico, ma affrontando anche le variegate questioni socio-culturali inerenti il settore in rapida crescita. Anzi, come spiega la presidente, Dr. Lynn Marie Morski, l’Associazione «punta soprattutto a quanti operano in prima linea sul fronte della salute, in primis per aggiornare i medici di base sulle medicine psichedeliche disponibili oggi o nel prossimo futuro, in modo che i pazienti abbiano un quadro completo delle opzioni possibili».

Il sito web offre un’ampia gamma di materiale educativo, dalle ricerche ai composti chimici, dai corsi online a una dettagliata storia degli psichedelici, mentre si preannunciano articoli, newsletter e altro da parte di esperti e ricercatori. Dopo il lancio tramite un evento virtuale a fine settembre, sono diverse centinaia le richieste di adesione ricevute da professionisti sul territorio nazionale, oltre a circa 30 imprenditori di un certo spessore, tra cui Fluence, Numinus, Maya Health e Field Trip Psychedelics (una delle prime tre corporation già quotate al Nasdaq).

Importante notare che la PMA è formalmente registrata come ‘social benefit corporation’, analogo al modello suggerito anche da Rick Doblin, factotum della Maps, onde assicurarsi che «i benefici pubblici vengano prima del profitto». Oltre a essere tra i firmatari del North Star Pledge, e richiede a imprenditori e medici di fare lo stesso come pre-requisito per diventare membri dell’Associazione (con quote annue di 99 e 275 dollari, ma opzione gratuita per studenti di medicina). Il documento chiede ai professionisti del settore di attenersi a principi morali e garantire l’integrità dei servizi offerti, stabilendo dei requisiti affidabili per valutare gli interventi e la responsabilità degli stessi operatori


(Foto: Psychedelic Medicine Association)

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Questo articolo (20/10/2020) fa parte della rubrica Psichedelia Oggi.

Bernardo Parrella Bernardo Parrella è giornalista freelance, traduttore e attivista, da tempo residente in Usa e coinvolto in svariati progetti italiani e internazionali. Ha curato l’ebook Rinascimento Psichedelico. La riscoperta degli allucinogeni dalle neuroscienze alla Silicon Valley (2018). @berny

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