Terapie psichedeliche

A ruota degli Stati Uniti, in altri Paesi anglofoni occidentali si registrano nuovi passi avanti per la ricerca scientifica e per le applicazioni terapeutiche degli psichedelici. Le autorità canadesi hanno autorizzato l’auto-sperimentazione della psilocibina per alcuni operatori sanitari, onde ricavarne riscontri utili allo sviluppo di future terapie ad hoc. I ricercatori della Monash University, a Melbourne, in Australia, si apprestano a lanciare il primo test clinico sull’impiego della psilocibina per il trattamento dell’ansia cronica e acuta. In Inghilterra è invece la volta del DMT per la depressione incurabile, in coordinamento con il Centre for Psychedelic Research dell’Imperial College. E in quella che appare una nuova corsa verso il big business medico, è partita la AWAKN Life Sciences, azienda psicofarmaceutica mirata a integrare gli enteogeni nella cura della salute mentale e a offrire formazione specifica per i potenziali terapisti.

Partendo da quest’ultima, la base operativa è stata appena ultimata in un palazzetto vittoriano di Bristol, prevedendo l’apertura di succursali a Londra e Manchester nel prossimo anno e a Birmingham e Brighton nel 2022, sotto l’egida di un direttivo scientifico che include professionisti di spicco quali David Nutt, Ann e Michael Mithoefer e soprattutto Ben Sessa – affermato medico, psicoterapeuta e scrittore, nonché coordinatore della Breaking Convention londinese. Basata sulla psicoterapia coadiuvata dagli psichedelici, l’attività medica sarà dedicata soprattutto a casi di alcol-dipendenza, ansia, depressione, disturbo ossessivo-compulsivo, problemi psico-alimentari. Altro punto qualificante è la collaborazione sia con aziende del settore per la messa a punto di nuovi composti chimici sia con entità non-profit per possibili interventi nel contesto della sanità pubblica.

Al momento soltanto la ketamina è la sostanza “semi-psichedelica” legalmente consentita in questa e altre cliniche, ma le cose dovrebbero cambiare nel giro di un paio d’anni – se, come sembra, anche psilocibina e Mdma verranno regolamentate anche nel Regno Unito. Spiega lo stesso Ben Sessa, motore dell’intero progetto: «Alla fine vedremo questi trattamenti entrare nella sanità pubblica, ma non si aa bene quando e non possiamo limitarci ad aspettare che il sistema sanitario nazionale si metta alla pari con la scienza e avvii questi programmi». Si tratta insomma di un settore assai promettente, visto che secondo alcune stime il 17% della popolazione globale soffre di qualche tipo di disfunzione mentale e che il business di queste terapie potrà superare i 6 miliardi di dollari entro il 2027. Nel frattempo, la AWAKN Life Sciences e simili entità sono impegnate a conquistare visibilità e pianificare potenziali entrate alternative.

Intanto la Small Pharma, fondata due anni fa soprattutto per indagare le potenzialità del DMT in psicoterapia come trattamento rapido per casi di depressione persistente, annuncia l’approvazione del primo test clinico al mondo in quest’ambito. Il trial partirà a gennaio 2021 e la partnership con con il Centre for Psychedelic Research dell’Imperial College londinese promette risultati seri e affidabili. L’azienda prevede inoltre di avviare le procedure per analoghi test clinici con il DMT per il Dpts, il disturbo ossessivo coompulsio e le dipendenze.

Passando all’Australia, già l’anno scorso il St. Vincent’s Hospital di Melbourne aveva coordinato un test clinico per la somministrazione di psilocibina a pazienti terminali in cura palliativa per ridurne l’ansia e la depressione. Ampliando quest’approccio, stavolta si tratta verificare gli effetti della stessa sostanza per casi più generali di ansia cronica e acuta resistenti ai comuni psicofarmaci. Oltre 70 volontari riceveranno tre mesi di psicoterapia personalizzata, inframezzata da sessioni di “trip controllati” a base di psilocibina sintetica. Il progetto è finanziato dalla Incannex Healthcare, azienda farmaceutica locale già impegnata nello sviluppo di nuove applicazioni per la cannabis terapeutica, tra cui casi di danni cerebrali dovuti a traumi diffusi.

Un secondo trial prevede l’uso sperimentale dell’Mdma per pazienti affetti dal disturbo post-traumatico da stress (Dpts), parimenti resistente alle attuali terapie. Le procedure previste sono simili a quelli di cui sopra, includendo a 25 pazienti affetti da casi severi di Dpts e con il finanziamento di una cordata filantropica. In entrambi i test, saranno i ricercatori della Monash University a gestire la rigorosità dei test e dei protocolli di trattamento, con diffusione di risultati in maniera trasparente e indipendente.

Infine, il Ministero della Salute canadese ha garantito l’esenzione legale a 16 professionisti scelti tra infermieri, medici, terapisti e operatori sociali riguardo al possesso e all’uso di psilocibina per il training personale in vista di futuri programmi basati sulle terapie psichedeliche. In tal modo costoro potranno sperimentarne direttamente gli effetti e vagliarne l’utilizzo migliore per eventuali pazienti. L’esenzione ha la durata di un anno e ovviamente non consente la distribuzione o il coinvolgimento di terzi né altre procedure al di fuori di quelle specificate.

«È un passo tutt’altro che piccolo, anzi di proporzioni sismiche», ha rimarcato il Dr. Sean O’Sullivan, uno dei 16 soggetti prescelti e direttore medico di TheraPsil, gruppo non-profit fondato lo scorso anno a Victoria, in Ontario, proprio per promuovere l’accesso a terapie alternative. Ancor più perché arriva pochi mesi dopo l’OK ricevuto da quattro pazienti, malati di cancro terminale, per l’uso dei funghetti magici grazie a una specifica deroga alla norme proibizioniste in vigore dal lontano 1974. Primo importante successo dovuto soprattutto al convinto impegno dello psicoterapeuta Bruce Tobin, fondatore della stessa non-profit, il quale ha fatto pressione sulla discrezionalità del Ministero della Salute nel garantire certe esenzioni per i “necessari scopi medici o scientifici”.

D’altronde già la scorsa estate era stato lanciato (e finora tollerato) il primo dispensario virtuale di psilocibina medica a Vancouver, pur in assenza di una specifica normativa in tal senso, che spedisce discretamente ai connazionali adulti, dietro ricetta medica, capsule preconfezionate da 25, 50 e 100mg. E se ancora non bastasse, va ricordato che dall’ottobre 2018 il Canada è diventato il secondo Paese al mondo a legalizzare la cannabis a uso ricreativo dopo l’Uruguay. Viste le analoghe riforme parlamentari e le regolamentazioni locali in corso per entrambe le sostanze nei limitrofi Stati Uniti, sembra dunque ragionevole prevedere che il proibizionismo sulle droghe abbia davvero i giorni contati.

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Foto da Herald Sun. Questo articolo (15/12/2020) fa parte della rubrica Psichedelia Oggi.

Bernardo Parrella è giornalista freelance, traduttore e attivista, da tempo residente in Usa e coinvolto in svariati progetti italiani e internazionali. Ha curato l’ebook Rinascimento Psichedelico. La riscoperta degli allucinogeni dalle neuroscienze alla Silicon Valley (2018). @berny

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