By: Guido Long

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Di Marco Perduca

Un pezzo uscito su Medical Cannabis ad aprile scorso che aveva analizzato gli ultimi dati pubblicati dal Ministero della Salute relativamente all’acquisto di cannabinoidi terapeutici segnalava un aumento dell’acquisto di prodotti quasi del 50% – da 578 si passava a 861 kg. 

I dati ci dicono che il maggior fornitore del mercato italiano restano i Paesi Bassi grazie a un accordo tra il nostro Ministero della Salute e l’omologo olandese. Entrata a regime nel 2017, la produzione presso lo Stabilimento Farmaceutico Militare oggi corrisponde sì e no a un quinto delle infiorescenze acquistate in italia.

A gennaio del 2019, nel rispondere a un’interrogazione dell’Onorevole Maria Teresa Bellucci di FdI relativamente al potenziamento della produzione nazionale di cannabis a fini terapeutici, l’allora sottosegretario alla Salute Armando Barolazzi rispondeva che “Il fabbisogno atteso potrebbe aumentare per il 2020, superando addirittura la soglia dei 1000 chilogrammi annui. Per questo motivo l’obiettivo del Ministero della salute è quello di avviare fin da ora il percorso di collaborazione con quelle aziende private che abbiano i requisiti per incrementare la coltivazione e la produzione farmaceutica di Cannabis a uso medico. L’ipotesi è, quindi, quella di individuare un partner privato, al quale demandare parte dell’attività produttiva”.

Quella individuazione fu una gara d’appalto vinta nell’estate di quello stesso anno da una compagnia Canadese che si chiama Aurora, con produzione in Germania. Il bando riguardava tre lotti richiesti dallo Governo per un totale di 400 chili da garantire per i due anni successivi. Il sito Newsweed informava che grazie al prezzo di 1,73 euro al grammo Aurora aveva battuto la concorrenza di Canopy Growth, Medicinal Organics, Cannabis Australia e Tilray. Aurora aveva già vinto una gara nel 2018 per un totale di 100 chilogrammi di cannabis terapeutica, ceduta a 3,20 euro al grammo. 

A febbraio scorso, la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa ha chiarito all’Onorevole Giuditta Pini che l’annullamento della procedura di gara vinto dall’azienda Aurora era stato “determinato dal parere del Direttore dello Stabilimento Militare Chimico Farmaceutico di Firenze che, vista la sopravvenuta irrilevanza, nel quadro del fabbisogno nazionale, della tipologia ‘Cannabis infiorescenza ad alto contenuto di CBD’, ha ritenuto non necessario l’approvvigionamento in questione, tanto più che l’Agenzia Industrie Difesa non ha assunto alcun impegno contrattuale in materia con l’azienda citata”.

Ad altre interrogazioni parlamentari, dal Ministero dell’Agricoltura hanno fatto sapere che il fabbisogno a base di cannabinoidi per fini terapeutici previsto per l’Italia per il 2019 e 2020 era di due tonnellate. 

Si ha quindi in una situazione in cui si registra, anche se non è chiarito bene come, un aumento del 50% anno su anno della domanda legale di prodotto per piani terapeutici che prevedano l’impiego di cannabis e suoi derivati. A fronte di tutto ciò si mantiene però un meccanismo in cui, pur avendo tentato (a questo punto possiamo dire invano) di potenziare la quantità e le qualità di infiorescenze ricche di THC e CBD presso lo Stabilimento Farmaceutico Militare di Firenze (oggi peraltro mobilitato nella produzione di alcuni farmaci particolari in virtù dell’emergenza sanitaria), si continua a importare cannabis dall’estero, ma in quantità sempre insufficienti. 

Come previsto da Legalizziamo.it e dall’Associazione Luca Coscioni, siamo quindi di fronte a un aumento del 50% anno su anno della domanda di prodotti per piani terapeutici con cannabis, al permanere di un rapporto di favore con l’Olanda – che non partecipa a gare d’appalto -, al fallimento del potenziamento dello Stabilimento di Firenze e, soprattutto, alla permanente, drammatica – e illegale – mancanza di prodotti a base di cannabis in buona parte d’Italia.

Agli Stati Generali (online) della Cannabis del 20 aprile scorso decine di malati hanno lamentato l’impossibilità di poter rispettare il proprio piano terapeutico fatto di più grammi alla settimana. In tempi in cui la salute, e il ruolo dello Stato, son tornati a esser centrali nel dibattito istituzionale, occorre acquistare subito tutta la cannabis mancante necessaria al godimento del diritto alla salute di migliaia di persone. 

Dopo tutto quello che ci hanno fatto penare, non vorremo mica mantenere questo favore di approvvigionamento agli olandesi, vero?!

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