Il parlamento del Ruanda ha approvato un’ordinanza ministeriale che prevede la legalizzazione della coltivazione, della lavorazione, della distribuzione e dell’uso di cannabis.
“Le operazioni relative alla coltivazione, distribuzione e uso della cannabis e dei prodotti a base di cannabis saranno eseguite in stabilimenti privati o pubblici che hanno ottenuto una licenza in merito dall’autorità competente e dovranno essere eseguite presso le sedi di attività di tali stabilimenti o in altro luogo come può essere approvato dall’autorità competente”, recita la legge, stando a quanto riporta il mensile Africa&Affari.
La legge ruandese sulla cannabis è molto attenta in particolare al lato economico: il provvedimento infatti prevede otto tipi di licenze, permessi e certificati coprendo tutta la catena di valore della cannabis. Nello specifico si tratta di: licenza di coltivazione, permesso di importazione di sementi, materiale genetico e altro materiale di piantagione, permesso di esportazione per semi, materiale genetico e altri materiali di piantagione, licenza per la lavorazione dei prodotti a base di cannabis, permesso di importazione di prodotti a base di cannabis, permesso di esportazione di prodotti a base di cannabis, certificato di registrazione dei prodotti finiti a base di cannabis e licenza di ricerca.
Ogni licenza ha una durata di cinque anni, rinnovabile.
Il Ruanda è solo l’ultimo di una decina di paesi africani ad affrontare concretamente il tema legalizzazione della cannabis, ma sono molti di più i paesi africani che meditano una mossa in tale direzione. Molti analisti, a fine 2019, annunciarono trionfanti che “il 2020 sarà l’anno della cannabis in Africa” e forse lo sarebbe stato se non fosse esplosa la pandemia, cosa che ha spostato l’attenzione altrove. La prospettiva di legalizzazione e di regolamentazione del mercato della cannabis, impensabile 10 anni fa in Africa, affronta nel continente anche un tema culturale: l’abbattimento di leggi morali di diretta derivazione coloniale che circondano il mondo della cannabis. Il lungo e tortuoso processo di decolonizzazione passa anche da qui.
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Via | Africa&Affari


