By: Guido Long

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Secondo alcuni la vendita di Bridge Farm per 66 milioni di sterline potrebbe accelerare la legalizzazione della cannabis nel Regno Unito

Un produttore di cannabis britannico è stato acquisito da un fondo di private equity americano in un accordo multimilionario che secondo alcuni potrebbe accelerare la legalizzazione per uso ricreativo nel Regno Unito.

Bridge Farm, un’azienda di orticultura con sede nel Lincolnshire, è stata acquisita da Artemis Growth Partners per circa 81 milioni di dollari. I partner del fondo, molti dei quali sono ex dirigenti di Goldman Sachs e JPMorgan, hanno un grande portafoglio di aziende che vendono e invitano all’uso di cannabis per vari scopi fra cui l’uso medicinale.

Nell’annunciare l’accordo, Artemis ha dichiarato di aspettarsi che le forti pressioni finanziarie sui governi dopo la pandemia di coronavirus potrebbero far sì che la cannabis venga legalizzata per renderla tassabile.

Steve Rolles, senior policy analyst di Transform, una no-profit che si appella per una riforma delle politiche sulla droga, ha detto che queste acquisizioni potrebbero rivelare nuove dinamiche nel mercato della cannabis medica, ma ci dicono meno sul dibattito per una legalizzazione più ampia.

“Il Regno Unito sarà anche avanti in termini di produzione di cannabis terapeutica ma siamo molto indietro sul renderla effettivamente disponibile. E a differenza del Regno Unito, altri paesi come Canada, Uruguay, Messico e Lussemburgo stanno prendendo misure per regolare legalmente anche i mercati di cannabis non terapeutica. Queste riforme stanno cambiando il dibattito pubblico globale, e aiutando a far cambiare le opinioni su una più larga legalizzazione anche nel Regno Unito. La domanda non è se dobbiamo legalizzare, ma come farlo per bene” ha detto.

Nonostante la sostanza sia ancora illegale nel Regno Unito, la Farm ha una licenza governativa rilasciata dal ministero degli interni per produrre ed esportare cannabis in paesi come il Canada dove la sostanza è legale. Solo dodici tali licenze sono state concesse.

Louise Motala, direttrice del Bridge Farm Group, ha detto che l’impatto del Covid-19 e della Brexit sull’industria è risultato in un aumento della domanda per prodotti ad alta qualità coltivati in modo sostenibile.

Ha aggiunto: “Questo è un periodo esaltante nella storia di Bridge Farm, negli ultimi due anni abbiamo investito oltre 45 milioni di sterline in Clay Lake, uno dei centri di coltivazione più avanzati e eco-sostenibili d’Europa.”

“Abbiamo oltre sessanta acri di spazio per una coltivazione e una produzione completamente automatizzata e sostenibile e non vediamo l’ora di realizzare il pieno potenziale delle nostre dimensioni a beneficio dei nostri clienti.”

L’azienda, che produce anche piante ornamentali ed erbe per i supermercati, ha oltre 185,000 metri quadrati di serre a Spalding in cui produce canapa da usare per l’olio di cannabidiolo (CBD), usato comunemente per curare l’ansia, e anche cannabis più forte per altri fini medici.

Will Muecke, co-fondatore di Artemis Growth Partners, ha dichiarato al Telegraph: “Nello spazio della cannabis, non c’è un asset uguale a Bridge Farm. Per noi è incredibilmente opportunistico.”

L’acquisizione della Farm ha offerto al fondo un’opportunità unica. “Non c’è veramente un’equivalente a livello mondiale per la combinazione di personale e asset che ha Bridge Farm.”

“I bilanci dei paesi avranno buchi enormi, e i calcoli economici sono schiaccianti in favore della legalizzazione delle cannabis per ottenere reddito a breve termine.”

Traduzione di un articolo del Guardian

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