By: Guido Long

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Possiamo non esser d’accordo sull’allentamento della pressione penale perché la si ritiene necessaria per regolare le storture della società. Possiamo rimanere dell’opinione che la tolleranza zero sia il messaggio più efficace per scongiurare certe devianze comportamentali anche quando queste non producono vittima. Possiamo ritenere che il consenso sia più facilmente costruibile sulla paura che sull’apertura. 

Ma non possiamo purtroppo far finta di non vivere “nella più grande crisi che il mondo abbia attraversato dalla Seconda Guerra Mondiale”. Facciamo finta che l’emergenza dell’oggi non sia (anche) frutto delle ideologie dello ieri che hanno sistematicamente espulso i problemi concreti dal dibattito pubblico, fatto sta che qui siamo e con tutti gli aspetti dell’emergenza dobbiamo non solo convivere (almeno per qualche altra settimana) ma che buona parte di questi necessitano risposte immediate per consentire il pieno godimento del diritto alla salute.

In queste ore il Governo è intento a definire il prossimo decreto legge che dopo Pasqua il Parlamento dovrà convertire in legge. Buona parte dei provvedimenti annunciati riguarderanno misure volte a sostenere, salvare e rilanciare l’economia in un momento in cui tutto il mondo è chiuso. Ferma restando la necessità di salvare il salvabile, dando precedenza alle imprese che producono reddito e lavoro e non a settori decotti e malgestiti dagli amici degli amici, ci sono riforme necessarie che possono essere adottate a costo zero.

Le prime quattro che mi vengono in mente sono relative a carceri, interruzione di gravidanza, sanatorie di persone senza regolare permesso di soggiorno e cannabis.

Continua a leggere l’articolo di Marco Perduca sull’Huffington Post

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