By: Guido Long

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Le politiche sulle droghe variano molto nei paesi europei, nonostante basi comuni nei trattati ONU o nelle strategie dell’UE. In questo articolo passerò in rassegna i programmi di servizio siringhe (SSP) in quattro paesi dell’Europa centro-orientale – Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia e Ungheria, conosciuti collettivamente come il Gruppo di Visegrád – per mostrare come la politica può incidere sulla riduzione del danno.

La panoramica

Il Civil Society Forum on Drugs, un gruppo di esperti della Commissione Europea, un anno fa ha pubblicato un rapporto sull’implementazione dei servizi per le persone che usano droghe (PWUD). Il rapporto rivela delle discrepanze nell’accessibilità e nella qualità di 12 interventi esaminati, con il contrasto maggiore negli SSP nei paesi di Visegrád.

I professionisti cechi a cui è stato chiesto di dare un voto sull’accessibilità degli SSP nel loro paese hanno attribuito un risultato alto: 8,9 su 10. La polonia ha avuto un risultato medio di 4,7. I professionisti in Slovacchia (3,5) e Ungheria (solo 1,8) hanno dato voti bassi per l’accesso agli SSP.

Un’analisi dei rapporti annuali degli SSP mostra che sono disponibili nel 65% delle città ceche, 21% delle città ungheresi, 15% di quelle slovacche e solo 7% delle città in Polonia.

Secondo dati dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze e informazioni ottenute direttamente dai servizi, i numeri del 2017 per le siringhe sterile distribuite ai PWUD erano: 199 nella Repubblica Ceca, 184 in Slovacchia, 65 in Ungheria e solo 35 in Polonia.

Da dove vengono queste differenze così grandi?

Le mie esperienze nella politica sulle droghe e nella ricerca sulla riduzione del danno nella regione suggeriscono che il funzionamento interno degli SSP è simile. Assumono personale con un’istruzione simile, aderiscono a valori e principi simili e hanno procedure congruenti.

Ma la legge penale sulle droghe varia notevolmente. Nella Repubblica Ceca, il possesso di piccoli importi costituisce un reato amministrativo, soggetto a una piccola ammenda. In Ungheria, anche il consumo di droga è punibile fino a due anni di carcere.

Quindi sembra plausibile cercare ragioni per le discrepanze di accesso al di fuori dei servizi stessi.

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