By: Guido Long

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In occasione della presentazione del Rapporto Mondiale sulle Droghe all’UNODC di Vienna si sono tenuti molti incontri; Guido Long li ha raccolti partendo dalle informazioni condivise da Jamie Bridge dell’International Drug Policy Consortium.


Sessione della Commissione Droghe

Il 24 giugno si è tenuto uno degli incontri intersessionali della Commissione ONU sulle droghe inaugurato con una sessione di domande e risposte tra gli Stati Membri e l’Organizzazione Mondiale della Sanità a proposito della raccomandazione di riclassificazione della cannabis nelle tabelle delle Convenzioni Internazionali. 

L’OMS ha difeso il proprio operato spiegando come il gruppo che ha adottato la raccomandazione sia composto da esperti di alto livello e che il loro lavoro sia basato su centinaia di pubblicazioni scientifiche, oltre che su vari documenti con dati invitati anche dagli stati membri. Ha inoltre spiegato come l’obiettivo sia quello di garantire un controllo internazionale della pianta che sia al passo con le informazioni prodotte recentemente, con particolare attenzione al fatto che un numero crescente di studi comprovi che la cannabis sia utilizzabile in terapie.

La sessione è stata caratterizzata da una serie di scambi tecnici, piuttosto che un confronto politico – il che ha evitato un rischioso muro contro muro. La Giamaica, contrariamente ad altre volte, anche perché recentemente ha rivisto le proprie leggi sulla ganja, era presente e ha giocato un ruolo attivo nella discussione, mentre la Nigeria si è tenuta su posizioni molto conservatrici (come spesso fanno i paesi africani quando si parla di sostanze controllate); la Russia e altre delegazioni hanno invece messo in dubbio il fondamento tecnico di una riclassificazione fuori dalla Tabella IV (sostanze psicotrope). Gli USA hanno invece posto un problema legale più generale: le modifiche raccomandate dal gruppo di esperti dell’OMS, per esempio spostare il THC dalla Convenzione del 1971 a quella del 1961, potrebbero essere considerate riforme dei trattati che necessiterebbero quindi di altre procedure. L’OMS ha enfatizzato come le sue raccomandazioni non implicherebbero alcun cambiamento nei controlli richiesti perché i controlli addizionali sulle sostanze della Tabella IV sono interamente volontari.

In conclusione né l’OMS né l’UNODC hanno fornito una risposta chiara a questo interrogativo degli americani che hanno comunque ammesso che la convenzione originale sia stata redatta con “conoscenze limitate”.In conclusione di riunione è stato deciso che l’OMS fornirà ulteriori informazioni per iscritto a breve e tornerà per un altro incontro intersessionale con annessa sessione domande e risposte il 30 settembre. Con questa nuova necessità, una decisione a dicembre sembra adesso molto improbabile. Il tutto potrebbe essere rinviato alla sessione di marzo della Commissione Droghe.

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