Più del 50% degli elettori deve dire di sì affinché il parlamento consideri le modifiche alla legge
Alle elezioni di settembre ai neozelandesi sarà chiesto se vogliono introdurre una legge che legalizza la cannabis e regolamenta com’è usata e venduta. Ciò include produzione e vendita di cannabis fresca e essiccata, incluse piante e semi – per le persone con più di 20 anni. Il cambiamento imporrebbe condizioni più stringenti di quelle in vigore per alcool e tabacco.
Quali sono i punti chiave della riforma proposta?
- I minori di 20 anni trovati in possesso di cannabis non vengono incriminati ma ricevono una risposta “basata sulla salute”, come una multa o una formazione. Chi vende ai minori di 20 anni rischia il carcere.
- L’uso di cannabis è ristretto alle residenze private o a luoghi con licenza, come negozi specializzati in cannabis.
- Le persone possono comprare 14 grammi di cannabis al giorno – quantità che il principale partito di opposizione in Nuova Zelanda ritiene eccessiva – con un contenuto di THC fino al 15%, che anche la pro-legalizzazione Drug Foundation ritiene troppo elevato. Più forte è il prodotto, più alte le tasse che verranno applicate.
- La pubblicità dei prodotti di cannabis non è permessa, così come l’andare in giro fumandola in pubblico.
- Le aziende devono scegliere tra coltivare il prodotto o vendere la sostanza, e c’è un limite alla percentuale nazionale che una singola azienda può detenere. L’importazione e l’esportazione non sono permesse.
Le persone potranno comprare prodotti commestibili alla cannabis?
Non all’inizio. Una nuova autorità di regolamentazione della cannabis potrebbe approvare la vendita di prodotti commestibili in seguito, ma nuovi prodotti alla cannabis come le caramelle gommose saranno vietate, così come qualunque altro prodotto disegnato per attrarre i bambini.
I privati cittadini possono coltivarsi la propria cannabis?
Sì, fino a due piante a persona, e un massimo di quattro piante per nucleo familiare.
Che domanda verrà posta ai neozelandesi il giorno dell’elezione?
Gli elettori sbarreranno il sì o il no per esprimere il loro supporto alla legge proposta dal governo. Ciò richiede che si familiarizzino con il contenuto della legge, invece di votare semplicemente sulla questione. Il ministero della giustizia ha creato un sito per fornire informazioni sulla proposta approvata ufficialmente.
È probabile che la legge venga approvata?
Non secondo gli ultimi numeri. Secondo un sondaggio di febbraio il 51% delle persone voterebbe contro la legalizzazione della cannabis, con il 39% che lo permetterebbe. Il resto del campione di 1000 persone ha detto che sceglierebbe di non votare o non sapeva cosa avrebbe scelto.
È importante notare che oltre il 50% degli elettori deve dire di sì affinché la modifica legislativa sia discussa dal parlamento.
Il voto è vincolante?
No. Ma Andrew Geddis, professore di diritto alla University of Otago, sostiene che anche se non c’è un imperativo legale per un governo in carica di rispettare il risultato del referendum, sarebbe “molto difficile per loro non agire” in base a una “maggioranza abbastanza forte” di sì al referendum. Questo varrebbe anche in caso di cambio di governo, ha detto.
Ma la legge non sarà passata dal parlamento prima dell’elezione, e durante il suo percorso attraverso le commissioni potrebbe essere emendata rispetto alla proposta su cui la gente ha votato.
Non c’è anche un altro referendum a questa elezione?
Sì. Un secondo referendum, sull’eutanasia volontaria, è programmato per settembre.
Il decreto che la permetterebbe è già passato dal parlamento, e il pubblico voterà se tramutarla in legge, il che avverrebbe un anno dopo il referendum.
Anche se neanche quel voto è vincolante, Geddis dice che il risultato sarebbe più difficile da ignorare per un nuovo governo visto che i parlamentari attuali hanno già approvato il decreto.
Il doppio referendum significa che i neozelandesi dovranno votare quattro volte all’election day ancora previsto il 19 settembre nonostante la pandemia di Covid-19: il partito che vogliono al potere, il loro parlamentare locale, l’eutanasia e la cannabis.
“Due mesi fa eravamo tutti preoccupati che questi referendum togliessero peso all’elezione vera e propria,” ha detto Geddis. “Adesso il problema è se con il Covid-19 ci sarà spazio per discutere i meriti delle proposte.”
La Nuova Zelanda potrebbe posporre i referendum per via della pandemia?
Geddis dice di no, a meno che la data dell’elezione venga cambiata. Jacinda Ardern, il primo ministro, a fine aprile ha dichiarato che non intende farlo.
Traduzione di un articolo del Guardian


