By: Guido Long

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Il presidente russo Vladimir Putin propone di irrigidire le leggi antidroga e aggiungere azioni penali per propaganda online dell’uso di droghe. Inoltre, ha proposto di bloccare informazioni online sugli schemi di preparazione delle droghe e siti di distribuzione di droga senza il mandato di un tribunale.

Il sito ufficiale del Cremlino ha pubblicato la decisione del presidente di introdurre cambiamenti alla legislazione russa a proposito delle “restrizioni non giudiziarie all’informazione online sui mezzi di produzione e utilizzo delle sostanze narcotiche e nuove sostanze psicoattive potenzialmente pericolose oltre che sui loro siti di distribuzione.”

Pene specifiche per l’iniziativa proposta devono essere sviluppate dal consiglio dei ministri.

Nel codice penale russo non ci sono al momento riferimenti alla propaganda online delle droghe, ma l’articolo 230 del codice penale prevede l’incarcerazione dai 10 ai 15 anni per propaganda delle droghe in relazione ai minori nei casi in cui si dice che questa porti alla morte o ad altre gravi conseguenze.

Membri del consiglio della federazione (la camera alta del parlamento russo) hanno supportato l’iniziativa. Il senatore Andrey Klishas ha anche proposto di introdurre pene per la propaganda online delle droghe – una condanna al carcere dai 5 ai 15 anni. “Prendendo in considerazione il fatto che i crimini commessi su internet sono commessi da una cerchia indefinita di persone, questi crimini possono essere equiparati all’articolo 230 parte 2 e puniti con dai 5 ai 15 anni di carcere. In caso di gravi conseguenze, la sanzione può essere incrementata dai 10 ai 15 anni” – riporta “Kommersant”

Solo due giorni dopo l’iniziativa del presidente, deputati del partito Russia Giusta hanno introdotto una bozza di legge sulle sanzioni penali per pubblicità e propaganda delle droghe su internet – da 2 a 5 anni di carcere per propaganda e pubblicità, e in caso di propaganda online, dai 5 ai 7 anni. Uno degli autori della bozza, Sergey Mironov, ha detto a Interfax: “Non ci sono droghe non dannose. Chi diffonde questo mito è un criminale simile agli spacciatori. E deve essere punito adeguatamente.

Forse i legislatori si sono mossi troppo presto – entro poche ore il capo della Commissione sulla legislazione, Pavel Krashennikov, ha annunciato che la bozza di legge era stata ritirata e rimandata agli autori, perché non aveva ricevuto le raccomandazioni legali dal consiglio dei ministri e la corte suprema, il che va contro la procedura formale. Inoltre ha dichiarato che la disseminazione del documento era una “mossa di pubbliche relazioni per attirare l’attenzione”, secondo AIDS.centre.

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