Il governo tedesco finanzia studio sulla psilocibina per la depressione

Condividi

Con mio grande piacere, ho ricevuto notifica del fatto che i revisori del lungo processo di approvazione a due passaggi hanno raccomandato per un finanziamento il nostro studio “Efficacia e Sicurezza della Psilocibina nella Depressione Severa Resistente al Trattamento” al Ministero Federale Tedesco dell’Istruzione e della Ricerca

L’ultimo passaggio, la domanda formale per i fondi, è un atto formale. A parte il fatto che raccogliere oltre due milioni di euro di finanziamenti è un grande successo per qualunque scienziato, questo è un grande successo per la ricerca con gli psichedelici in Germania.

Non c’è mai stato un progetto del genere in Germania, e questo è un grande progetto al più alto livello scientifico, con cui vogliamo recuperare terreno sui migliori ricercatori sugli psichedelici in Svizzera, USA e Gran Bretagna. È uno studio che condurremo dall’Istituto Centrale per la Salute Mentale di Mannheim insieme ai nostri amici del Dipartimento di Psichiatria e Psicoterapia al Charité Campus Berlin Mitte e alla MIND Foundation. Ci vorranno ancora alcuni mesi, però, prima dell’inizio dello studio perché non abbiamo ancora completamente superato i grandi ostacoli regolatori. Ma ci stiamo lavorando con grande intensità e siamo sicuri che risolveremo le ultime questioni. Qui vorrei particolarmente ringraziare la mia giovane collega, la dottoranda e psicologa Lea Mertens, per la grande collaborazione.

Lo studio è uno dei componenti delle varie attività che abbiamo intrapreso in Germania lo scorso anno. I dirigenti della Mind Foundation, Henrik Jungaberle e sua moglie Andrea, insieme al loro gruppo di giovani altamente motivati a Berlino, hanno ottenuto un grande successo che ha e avrà un grande impatto. Anche se ci conosciamo solo da quattordici mesi, è emersa una profonda amicizia che farà la differenza in futuro e renderà il mondo un posto un po’ migliore. Ci faremo sicuramente sentire.

Traduzione di un articolo di Gerhard Gründer del Mind and Brain Institute


Condividi

Se ti è piaciuto l'articolo, condividilo sui tuoi social