By: Guido Long

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Invece delle medicine per il raffreddore usano un arbusto locale come precursore

I produttori di droga in Afghanistan hanno un nuovo prodotto. Il paese responsabile per la produzione di circa tre quarti dell’oppio mondiale, oltre che montagne di hashish, si sta diversificando verso le metanfetamine. La quantità sequestrata dalle autorità afgane sta aumentando esponenzialmente, secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine. La polizia ha racimolato 4 miseri chili sia nel 2013 che nel 2014. Nei primi sei mesi di quest’anno il totale è stato di 650kg.

Questo improvviso aumento ha colto le autorità di sorpresa. Il boom del meth in Afghanistan sembra aver avuto inizio nel suo vicino occidentale. L’Iran ha a lungo avuto i suoi problemi con il meth, ma un giro di vite ha ostacolato i produttori. Alcuni si sono trasferiti nei deserti occidentali senza legge dell’Afghanistan. I lavoratori immigrati afgani hanno probabilmente imparato il business del meth in Iran, per poi portarlo a casa.

Le operazioni afgane di produzione del meth hanno una particolarità, secondo David Mansfield della London School of Economics. I produttori di droga in genere estraggono il principale precursore del meth, la pseudoefedrina, da farmaci senza ricetta per il raffreddore e l’influenza. Ma i governi stanno cercando di tracciare e ridurre le vendite di queste medicine, che sono diventate molto più care e difficili da ottenere. Quindi i produttori afgani sono passati a un’altra fonte: l’ephedra. Questo arbusto dalle bacche rosse cresce in gran numero nelle parti aride dell’Asia ed è stato a lungo un punto fermo delle cure erbacee per l’asma, la congestione e altri problemi respiratori, essendo una fonte naturale di pseudoefedrina.

Adesso, dice Mansfield, molti centri di produzione di eroina nella provincia di Farah, al confine con l’Iran, sono anche loro pieni di secchi ricolmi di foglie di ephedra bagnate, in preparazione per farne meth. Il passaggio a questo metodo basato sulle piante ha dimezzato i costi di produzioni, dice. Nel frattempo, gli dicono gli agricoltori, il prezzo delle foglie di ephedra è triplicato in un anno.

Dove vada il meth non è chiaro. Molto probabilmente torna in Iran. A luglio il Brigadiere Generale Masoud Zahedian, capo iraniano antinarcotici, si è lamentato del fatto che da marzo quattro tonnellate della roba erano stati sequestrati al confine con l’Afghanistan. Ma l’Afghanistan ha anche la sua domanda nazionale. Il meth è popolare in Pakistan. Un po’ potrebbe finire più lontano.

Come può questa droga influenzare l’economia di guerra dell’Afghanistan? L’oppio e i suoi profitti permeano il confitto, fornendo non solo mezzi di sussistenza agli agricoltori poveri, ma anche finanziamenti per i ribelli e guadagni facili per funzionari corrotti. L’ephedra, conosciuta localmente come oman, potrebbe essere una nuova fonte di ricchezza in aree che finora non si sono arricchite con l’oppio. L’arbusto cresce meglio sopra i 2,500 metri, ed è quindi adatto ad altre province rispetto all’oppio. Ma nessuno sa di sicuro dove viene coltivata l’ephedra in Afghanistan né in che quantità. L’ONU è intenzionata a cominciare ricognizioni satellitari e sul campo per misurare il raccolto, come fa con i papaveri da oppio.

Gli innovativi produttori dell’Afghanistan non sono i primi ad usare l’ephedra per produrre meth. Si sa che l’hanno fatto anche cittadini cinesi e birmani. Ma l’assenza di legge dell’Afghanistan, insieme al suo network pronto all’uso, grazie alle altre droghe prodotte nel paese, insieme ai costi estremamente bassi dell’agricoltura, potrebbe presto farne un temibile concorrente nell’industria mondiale del meth.

Traduzione di un articolo dell’Economist

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