By: Guido Long

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Si stanno spendendo fondi per l’uso medico di droghe che alterano la mente

Christian Angermayer non ha mai bevuto alcool o fumato una sigaretta. E’, però, un fan della ketamina. A gennaio la ATAI Life Sciences, l’azienda di biotecnologie che ha fondato l’anno scorso, ha acquisito la quota di maggioranza di Perception Neuroscience, una ditta biofarmaceutica di New York che sta sviluppando dalla sostanza, che è illegale in alcune zone del mondo (ma non in America) una medicina per condizioni psichiatriche come la depressione. Insieme a Peter Thiel, un investitore veterano della Silicon Valley conosciuto per le sue scommesse da titolo di giornale, ATAI ha anche sostenuto Pathways, una startup di Londra che ha come obiettivo quello di essere il primo fornitore di psilocibina, che dà ai funghi il loro lato allucinogeno.

Angermayer e Thiel non sono da soli nel mettere soldi sull’applicazione medica degli psichedelici. Un gruppo di investitori vede queste droghe seguire il percorso della cannabis, la cui crescente decriminalizzazione ha stimolato l’interesse commerciale negli usi medici dell’erba. In particolare, secondo i sostenitori, le droghe psichedeliche potrebbero essere usate per trattare disordini mentali come la depressione, l’ansia e la dipendenza. Ad aprile l’Imperial College London ha inaugurato il primo centro di ricerca dedicato alla ricerca sugli psichedelici. Il mese scorso la Johns Hopkins University a Baltimora ha lanciato il primo tale centro scientifico in America.

Il mercato per gli antidepressivi è tristemente grande. Oltre 300 milioni di persone nel mondo soffrono di depressione. Un rapporto dello scorso anno da parte della Lancet Commission, un insieme di esperti, ha stimato che i disordini di salute mentale potrebbero costare all’economia globale 16 trilioni di dollari entro il 2030. Le vendite di antidepressivi ammontavano a 14 miliardi di dollari nel 2017 e gli analisti si aspettano una crescita fino a 16-19 miliardi entro la metà del prossimo decennio.

Nell’ottobre dello scorso anno la Food and Drug Administration americana ha concesso a COMPASS la designazione “terapia rivoluzionaria”, che velocizza il processo di approvazione. La società sta utilizzando i 38 milioni di dollari raccolti per eseguire il più grande studio clinico sulla psilocibina di sempre. Ekaterina Malievskaia, la sua co-fondatrice, spera che la terapia possa essere messa in vendita entro cinque anni “se tutto funzionerà”, compresa la scienza. I pazienti riceverebbero dosi attentamente controllate in sessioni una tantum e gestite da terapeuti. Queste potrebbero durare tutto il giorno e costare 1000 dollari l’una. Field Trip Ventures, una startup canadese, prevede di aprire cliniche specializzate dove si potrebbero somministrare le dosi (e condurre studi clinici).

Gli scettici dubitano che COMPASS possa introdurre il suo farmaco sul mercato entro il 2024 – se riuscirà a farlo. Le preoccupazioni per gli effetti collaterali degli psichedelici, che possono includere psicosi indotta da droghe, abbondano. Ed è poco chiaro che il loro uso medico possa mai essere più di una nicchia. I trattamenti delicati rendono gli psichedelici più difficili da dosare rispetto alla cannabis, che può essere auto-somministrata in canne, torte e altre forme. Ronan Levy, co-fondatore di Field Trip Ventures, lo ammette. Big Pharma si è tenuta alla larga, preferendo pillole che possono essere prodotte a buon mercato una volta approvate e devono essere assunte regolarmente piuttosto che una sola volta, fornendo flussi di entrate costanti. Ciò ha lasciato un’apertura per le startup come COMPASS. Il tempo ci dirà se far passare le persone attraverso le porte della percezione è una proposta imprenditoriale sensata – o una formulata sotto effetto di droghe.

Traduzione di un articolo dell’Economist

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