By: Guido Long

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Il parlamento del Ghana ha approvato una nuova legge sulle droghe, aprendo la strada per un approccio dell’Africa occidentale

Il 20 marzo il parlamento del Ghana ha tramutato in legge il ddl della Commissione per il Controllo dei Narcotici. Ciò ha portato grande entusiasmo a molti di quelli che hanno seguito il processo legislativo dal 2015, quando il ddl è stato introdotto per la prima volta. Molte organizzazioni della società civile in Ghana lodano il governo per questo momento significativo nella storia della riforma della politica sulle droghe nel paese. La nuova legge fa enormi passi avanti verso una politica sulle droghe più umana, e aprirà la strada verso altri buoni esempi nella regione.

An alternative to incarceration for people who use drugs Un’alternativa al carcere per chi usa droghe

Uno degli obiettivi dichiarati della nuova legge sulle droghe del Ghana è quello di trattare l’uso di droghe e la dipendenza come una questione di salute pubblica. La nuova legge ha convertito la pena in carcere per il possesso di droga in una multa di 200-500 unità di penalità (circa GHC 2,400 – 6,000 o 380-960€). Questo non significa che l’uso di droghe è stato legalizzato, come indicato da vari media. Significa che invece di mandare le persone in carcere fino a 10 anni per un semplice possesso di sostanze per uso personale, si offriranno alternative all’incarcerazione. Ciò è in linea con i programmi e le politiche attuali per decongestionare le nostri carceri, specialmente attraverso il programma Justice for All, istituito nel 2007.

Secondo la vecchia legge, troppe persone venivano messe dietro le sbarre semplicemente per possesso di una o due canne di marijuana o di qualsiasi altra droga per uso personale – eppure il consumo di tutti i tipi di droghe sembrava continuare ad aumentare. La prova è che gli approcci sproporzionatamente repressivi al controllo delle droghe, e in particolare al consumo di droghe, non sono riusciti a sradicare i mercati delle droghe e i relativi danni. Al contrario, queste politiche “hanno portato a gravi conseguenze indesiderate e spesso hanno un impatto sproporzionato sui poveri e sugli emarginati, creando al contempo un mercato criminale ricco e potente che mina la sicurezza degli Stati”.

L’obiettivo fondamentale delle politiche in materia di droga, pertanto, “dovrebbe essere quello di migliorare la salute, l’incolumità, la sicurezza e il benessere socioeconomico delle persone riducendo il consumo di droghe, i danni legati alla droga, il traffico illecito e i reati associati”. In linea con questo, vi è stato uno spostamento globale verso politiche basate sull’evidenza invece di concentrarsi sul fallimento della “guerra alla droga”.

Come paese, questi passi pragmatici sono anche completamente in linea con i nostri obblighi previsti dalle tre convenzioni internazionali sul controllo delle droghe, nonché con altre risoluzioni e impegni delle Nazioni Unite per affrontare il consumo e il possesso di droghe, incluso l’UNGASS Outcome Document, concordato dalla comunità internazionale nel 2016.

Il disegno di legge restituisce speranza alle persone che sono state trascurate dalla società e che sono state continuamente punite e demonizzate invece di aver ricevuto il supporto necessario.

Dall’approvazione della legge ci sono state molte idee sbagliate nei circoli dei media e della società civile secondo cui il consumo di droga è stato legalizzato. Non è assolutamente così! L’uso di droghe, così come l’offerta, la produzione e il traffico, rimangono reati ai sensi della nuova legge; come prima. La differenza di approccio è piuttosto su come le autorità rispondono al consumo di droghe: multe, piuttosto che la reclusione.

Il Ghana non è solo in questa scelta. Numerosi paesi hanno adottato questo approccio, e sono andati anche oltre verso risposte meno punitive a tutti i consumi di droga, con grande successo.

La nuova legge permetterà anche, per la prima volta, l’implementazione di servizi per la riduzione del danno salvavita per persone che usano droghe, che aiuterà a ridurre la trasmissione di virus ematici (come l’HIV e le epatiti B e C), le morti per overdose e la dipendenza da sostanze.

Questi passi sono chiaramente in linea con il terzo obiettivo per lo sviluppo sostenibile: salute e benessere per tutti, che non verrà realizzato se continuiamo a lasciare indietro le persone che usano droghe quando potrebbero aver bisogno di servizi sanitari.

Offrendo alternative all’incarcerazione per le persone che fanno uso di droghe, il sistema di giustizia penale del Ghana sarà meno congestionato, le nostre prigioni saranno meno sovraffollate e le nostre forze dell’ordine saranno in grado di concentrarsi su chi è alla testa del commercio di droga, piuttosto che su gruppi vulnerabili prevalentemente giovani e poveri.

Cambiamenti relativi a cannabis e canapa per uso industriale, medico e di ricerca

Un’altra area chiave che è stata di grande interesse, e che ha anche creato confusione nei media, è l’incorporazione di alcune disposizioni speciali relative alla cannabis. Il nuovo disegno di legge regolerà la produzione di prodotti a base di cannabis che contengono quantità molto ridotte (meno dello 0,3%) di tetraidrocannabinolo (THC), un composto chiave associato alla sensazione di “high” della cannabis – per scopi industriali, medici e di ricerca.

Questo passo riflette le discussioni a livello globale. Nel 2019, il comitato di esperti sulla dipendenza da droghe dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato i risultati di una revisione dettagliata delle prove intorno alla cannabis. Una delle raccomandazioni è sul rimuovere la cannabis dalla tabella IV della Convenzione ONU sulle droghe narcotiche del 1961, una mossa che riconosce che la sostanza ha “vantaggi terapeutici sostanziali” per il trattamento del dolore e altre condizioni mediche, come l’epilessia e la spasticità associate alla sclerosi multipla.

Coloro che temono che questo aprirà una porta per l’uso illecito di droghe sono catastrofisti, e ignorano le prove provenienti da oltre 30 paesi in cui migliaia di pazienti beneficiano dell’accesso medico.

Molti si chiedono anche se il Ghana non stia violando i suoi obblighi internazionali adottando tali misure, ma lasciatemi chiarire che le convenzioni internazionali sono progettate essenzialmente per garantire la disponibilità di farmaci controllati per scopi medici e scientifici, impedendo al contempo la loro diversione per fini illeciti.

Inoltre, la nuova legge consente anche la coltivazione di piante di cannabis non psicoattive (canapa) a fini industriali. Questo è un grande passo nella giusta direzione poiché molti di noi hanno sostenuto che non saremo in grado di raggiungere l’obiettivo per lo sviluppo sostenibile numero 1 “porre fine alla povertà in tutte le sue forme ovunque” entro il 2030 se non forniamo al nostro popolo, in particolare ai poveri e ai vulnerabili, i mezzi per accedere a risorse economiche, servizi di base, proprietà fondiaria, ecc.

A questo proposito, la legge offre l’opportunità di rispondere alle esigenze di mezzi di sussistenza sostenibili dei nostri agricoltori rurali, in particolare i giovani che hanno fatto affidamento sull’agricoltura di cannabis per sopravvivere. Nell’attuare la legge, le autorità devono favorire la transizione verso la formalità di coloro che sono stati storicamente spinti ai margini.

Ricalibrare il ruolo della Giunta per il controllo dei narcotici

La nuova legge cerca anche di rendere la Giunta per il controllo dei narcotici (NACOB) un corpo autonomo che possa supervisionare tutte le questioni legate alla droga.

La giunta è attualmente sotto gli auspici dei ministri della difesa e dell’interno, e fa molto affidamento sull’unità di accusa della polizia del Ghana e il dipartimento dell’attorney general per perseguire i casi di droga.

La legge dà a NACOB lo stato di commissione, fornendo alla Giunta un dipartimento legale per portare avanti l’accusa e dandole i poteri di formulare politiche per dare corpo alla legge.

L’attesa è che la Commissione per il Controllo dei Narcotici sarà più autonoma, impedendo l’interferenza del potere politico governativo. Questo resta da vedere.

Un approccio dell’Africa occidentale alla riforma della politica sulle droghe

Questa nuova legge rappresenta un esempio importante per la promozione della riforma della politica sulle droghe nell’Africa occidentale. Storicamente, le politiche sulle droghe sono state importate nella nostra regione. Ed è con queste regole importate che abbiamo visto la produzione di droga e il traffico alle stelle; che offre ulteriori prove del fatto che le leggi sulle “droghe pesanti” non funzionano.

L’esempio del Ghana mostra che la società civile e il governo possono impegnarsi in un dialogo per riallineare le priorità dei nostri paesi, garantire la partecipazione, promuovere lo sviluppo sostenibile e cercare un futuro più luminoso per i nostri giovani.

I ghanesi dovrebbero essere entusiasti e ottimisti riguardo a questa nuova legge sulle droghe. Non è perfetta; ed è il risultato di compromessi e dibattiti complessi. Ma il nostro Parlamento ha mostrato leadership nel portare a termine questa riforma.

Chiedo ad altri governi dell’Africa occidentale di dimostrare la volontà politica di seguire le orme del Ghana e di fare tutto ciò che è in loro potere per interrompere i cicli di povertà, vulnerabilità e criminalizzazione.

La “guerra alle droghe” si è rivelata essere una guerra alle persone, creando ostacoli per la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile, violando i diritti umani, indebolendo la salute pubblica. E sono molto felice che il Ghana le abbia voltato le spalle e abbia cominciato ad allontanarsi da questo approccio fallimentare.

Traduzione di un articolo di Maria-Goretti Ane per IDPC

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