By: admindunp

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All’ultima sessione della Commissione Onu sulle Droghe sono state presentate le Linee Guida sui Diritti Umani e le Politiche sulla Droga. Gli autori sono l’Organizzazione Mondiale per la Sanità, il Programma Onu per lo sviluppo, quello per l’HIV/AIDS e il Centro Internazionale per i diritti umani dell’università di Essex.

“Le politiche sulla droga hanno impatti molto significativi sui diritti umani” si legge in premessa, occorre quindi “sviluppare politiche che rispettino gli obblighi internazionali relativamente alla proporzionalità delle pene, le discriminazioni fino ad arrivare al diritto a godere dei benefici del progresso scientifico anche per l’accesso a terapie per le dipendenze e a prevenire le overdose”.

Queste raccomandazioni avevano seguito di poco l’intervento in plenaria di un generale filippino che aveva rivendicato la politiche del presidente Duterte contro drogati e spacciatori che hanno creato un regime di terrore nel paese con spedizioni di paramilitari che hanno ucciso oltre 15000 persone in due anni.

Se non fosse stato per un dibattito organizzato da DRCNet Foundation, Forum Droghe e l’Associazione Luca Coscioni nessuno avrebbe replicato pubblicamente alle Filippine. Contro la retorica governativa, giornalisti e attivisti hanno raccontato la loro versione via video da Manila. Chel Diokno, avvocato dei diritti umani e candidato liberale alle prossime elezioni per il Senato, ha denunciato come Duterte “non si interessi della pressione internazionale”, in particolare del Parlamento europeo e del Congresso USA, mentre per la società civile che si oppone a questa guerra senza quartiere è fondamentale “che la pressione” resti perché è “stata molto importante nell’evidenziare globalmente cosa stia succedendo nelle Filippine influenzando l’operato del governo […] speriamo che continui affinché Manila aderisca ai suoi impegni previsti dai trattati internazionali sui diritti umani.”

Continua a leggere l’articolo di Marco Perduca su FuoriLuogo

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