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By: admindunp

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Il 26 giugno 2019, in occasione della giornata internazionale per la lotta contro l’abuso e il traffico illecito droga, è stato presentato a Vienna il Rapporto Mondiale sulla Droga 2019 dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (UNODC).

Marco Perduca, dell’Associazione Luca Coscioni e coordinatore di Science for Democracy che con Guido Long ha seguito la presentazione ha notato che “la novità metodologica importante del miglioramento della raccolta dati – per esempio dalla Nigeria – che son stati ricevuti al rialzo, se e quando tutta l’Africa e tutta l’Asia faranno altrettanto avremo la ‘sorpresa’ che il consumo di sostanze proibite e’ un fenomeno culturale che interessa molte piu’ persone dei 271 milioni dichiarati oggi che rappresentano un aumento del 30% rispetto a dieci anni prima” .

“Con l’aumento dell’uso di sostanze gestite da organizzazioni criminali, aumenta anche il consumo problematico che passa da 30.5 a 35 milioni a livello globale. Sala anche il numero delle morti 585,000 anche se non e’ chiaro se legato a overdose o a concause.

“La sostanza più comune rimane la cannabis, con 188 milioni di consumatori. Impressionante l’aumento di utilizzatori di oppiacei, anche legali, superiore del 56% rispetto alla stima per il 2016.
“Non diminuisce purtroppo neanche la relazione tra stupefacenti e malattie ematiche: 1.4 milioni (su un totale di 11) di persone che iniettano droghe vivono con l’HIV, mentre 5.6 milioni con l’epatite C e 1.2 milioni con entrambe.”

“Il tema della giornata mondiale di quest’anno era la “salute per la giustizia e giustizia per la salute”, prosegue Perduca “senza che pero’ siano stati notati gli impatti disastrosi sulla salute di chi viene perseguito, se non perseguitato, per motivi di droga. Si continua a investire molto di piu’ nella gestione dell’aspetto securitario e penitenziario che non in quello socio-sanitario. E questo malgrado l’aumento del consumo e di quello problematico in modo particolare. Eppure il Rapporto Mondiale conclude raccomandando la necessità di fornire aiuto a chi ne ha bisogno (solo una persona che ha bisogno di supporto su 7 lo riceve).

Il documento fa anche riferimento al pericolo della concentrazione del rischio (per esempio nelle carceri) ma anche al cosiddetto paradosso del “troppo e non abbastanza”, relativo all’uso medico degli antidolorifici e alla diffusione degli oppiacei per uso non medico. Come gia’ accaduto nel rapporto della Giunta Internazionale sugli stupefacenti, INCB, ci sono anche molte pagine dedicate al mercato della cannabis legale e alla presenza di criminalità anche nei paesi dove è stata legalizzata, e alla necessità di monitorare attentamente queste situazioni.

Perduca conclude dicendo: “la prospettiva che da quest’anno la direzione dell’UNODC passi da un russo a un cinese non fa ben sperare che in futuro le Nazioni unite inizino a valutare l’impatto delle misure del ‘controllo internazionale sulle droghe’ sulla salute e l’amministrazione della giustizia, oltre che sull’ambiente. Occorre che gli europei, sia individualmente che come UE, coordinino una risposta di buon senso che da una parte contenga il fronte poliziesco e punizionista cino-russo-arabo, e dall’altra non ostacoli la raccomandazione dell’OMS di riclassificare la Cannabis per le sue potenzialita’ terapeutiche”.

Il 26 giugno l’Associazione Luca Coscioni assieme alla Societa’ della Ragione, Forum Droghe e altre organizzazione ha pubblicato il X Libro Bianco sulle Droghe descrivendo il contesto italiano, altrettanto problematico, in attesa della relazione al parlamento del dipartimento politiche antidroga che dovrebbe servire a convocare la conferenza nazionale sulle droghe.

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