By: Guido Long

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L’ex consulente del governo sostiene che le sostanze come la psilocibina potrebbero avere valore medico

Le restrizioni all’uso delle droghe psichedeliche nella ricerca dovrebbero essere rimosse per aiutare a trovare nuove cure per malattie come i disordini mentali, secondo l’ex consigliere del governo britannico David Nutt.

Nutt è stato licenziato dal ruolo di capo del comitato consultivo sull’abuso di droghe nell’ottobre 2009 per via delle sue opinioni sul fatto che l’ecstasy e l’LSD sono meno pericolose dell’alcool.

Ha dichiarato che i benefici potenziali degli psichedelici – emersi per la prima volta con la ricerca degli anni 50 e 60 – non sono esplorati a sufficienza per via di regole draconiane imposte per ragioni politiche.

Mentre l’eroina e la psilocibina (il composto attivo dei funghi allucinogeni) sono entrambe droghe di classe A, solo la prima è una droga controllata della “tabella 1” – una categoria di droghe che si ritiene non abbia valore medico.

Il risultato è che la ricerca su sostanze come la psilocibina richiede procedure burocratiche lunghe e costose per ottenere licenze, ed è difficile ottenere l’approvazione etica.

“Devi ottenere permessi, molti permessi dal ministero degli interni, e includono ispezioni,” ha detto al Guardian, aggiungendo che il trasporto di queste droghe richiede corrieri speciali e molta documentazione, e livelli di sicurezza maggiori rispetto a droghe più nocive.

“Molta ricerca non viene fatta perché alla gente non va di farsi tutta la trafila per ottenere la licenza,” ha aggiunto.

Nonostante le restrizioni severe, alcune nuove ricerche vengono condotte, anche da Nutt e il suo team: hanno realizzato scansioni del cervello su persone che stanno facendo un trip di LSD.

Scrivendo sulla rivista scientifica Cell, Nutt e colleghi dettagliano le evidenze che suggeriscono come la psilocibina potrebbe essere una potente forma di terapia per condizioni di salute che vanno dalla depressione all’anoressia.

“Sia i trial sulla depressione che sul fumo di tabacco hanno mostrato come in alcune persone la psilocibina possa produrre remissione clinica, che in alcuni casi resiste per anni,” scrive il team, aggiungendo che stanno lavorando a un trial per paragonare la psilocibina all’antidepressivo escitalopram per gravi disturbi depressivi.

Nutt e colleghi sostengono che gli psichedelici producano questi risultati interrompendo nel cervello l’attività legata alle abitudini di pensiero e comportamento, forse interagendo con un recettore situato prevalentemente della corteccia cerebrale chiamato 5-HT2A.

Dicono che l’interruzione possa non solo aiutare gli individui ad acquisire informazioni sulle loro condizioni durante il trip ma anche fornire una finestra di opportunità nei giorni seguenti, mentre il partecipante vive gli “ultimi bagliori” e pensa diversamente, per impegnarsi meglio nella psicoterapia.

Il team nota però che rimangono molte domande, incluso quanto deve durare un trip perché si notino i benefici, se il cosiddetto microdosing con le sostanze – in cui i livelli sono così bassi che non c’è un trip – possa essere benefico e perché alcuni pazienti hanno una ricaduta dopo la terapia psichedelica.

Nel frattempo, con gli psichedelici legali in alcune parti del mondo, il team spera di raccogliere dati sulle esperienze delle persone attraverso un sondaggio online.

Nutt ha messo in guardia sull’usare gli psichedelici per l’automedicazione, sottolineando come i partecipanti ai trial fossero preparati per il trip, e che gli psichedelici sono stati amministrati in presenza di terapeuti.

“I nostri pazienti depressi hanno quasi sempre un trip molto duro e non pensiamo sarebbero al sicuro nel fare un trip del genere in mezzo a un campo o in camera loro senza attenzione professionale,” ha detto, aggiungendo che anche la psicoterapia successiva è importante per trarre benefici.

In fin dei conti, secondo Nutt, le restrizioni della tabella 1 per gli psichedelici devono cambiare. “Abbiamo sostenuto per anni che ci dovrebbe essere un’esenzione per la ricerca,” ha detto. “Che i funghi allucinogeni siano in classe A insieme al crack è assurdo, ma è ancora peggio metterli nella tabella 1 in modo da non poter usare gli psichedelici per la ricerca.”

Traduzione di un articolo del Guardian

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