Dal Rinascimento alla Scommessa: tre notizie e un libro per un 2021 psichedelico

di Federico Di Vita

In appena un mese nel mondo della psichedelia sono giunte tre notizie in grado di fare epoca. La prima arriva dagli Stati Uniti, e in particolare dall’Oregon, in cui durante le elezioni presidenziali di novembre si sono tenuti anche dei referendum: con il primo lo stato ha legalizzato la
psilocibina
(il principio attivo dei funghi “magici”), per uso terapeutico; mentre in un secondo quesito la popolazione si è espressa per decriminalizzare il possesso di piccole quantità di qualunque sostanza stupefacente.

Negli ultimi due anni erano già state sei le città statunitensi a depenalizzare la psilocibina (Ann Arbor – Michigan, Denver – Colorado, Santa Cruz e Oakland – California, Portland – Oregon, e Michigan City, Indiana), ma l’Oregon è il primo stato a compiere un passo del genere a livello nazionale.

La seconda notizia, giunta appena pochi giorni dopo, arriva dal Canada, dove il governo – sulla scorta dell’esempio dell’Oregon – sta pensando di consentire l’uso della psilocibina per i trattamenti terapeutici anche di malati non terminali (ai malati terminali in Canada questo diritto è già assicurato dalla scorsa estate).

La terza notizia arriva invece dalla California, che può diventare il primo stato USA a legalizzare tutte le sostanze psichedeliche, LSD compreso. Come accennavo, lette tutte e tre insieme sono notizie in grado di fare epoca: il Nord America – proprio il posto che negli anni Sessanta rese illegali queste sostanze – sta diventando il primo luogo al mondo pronto a riconoscerne anche dal punto di vista legale i benefici terapeutici, sottraendo finalmente queste molecole all’alveo dell’illegalità.

Potrei sbagliarmi, ma è possibile che stiate leggendo qui per la prima volta queste informazioni. Quel che è certo è che i giornali italiani non ne hanno parlato, segnando per l’ennesima volta il ritardo decennale con cui – tra pressioni e ottuse cautele – continuano a muoversi su temi così importanti, anche per la nostra salute.

In ogni modo, queste tre notizie, che a mio avviso costituiscono una piccola pietra miliare per quanto riguarda i risultati raggiunti dal Rinascimento psichedelico, mi hanno fatto tornare in mente altre tre notizie in qualche modo simili, quelle che consentono di fissare nel 2006 la nascita stessa del Rinascimento psichedelico, e di cui parlo nell’introduzione del saggio La scommessa psichedelica (Quodlibet):

“Volendo tuttavia indicare una vera e propria data d’inizio del Rinascimento psichedelico dovremmo forse puntare sul 2006, anno in cui a Basilea si svolse il primo simposio mondiale sull’LSD.

Inaugurato il 13 gennaio, in occasione del centesimo compleanno di Hofmann, il meeting prese il via proprio quando il chimico svizzero, elegante e magrissimo, giunse sul palco tra gli applausi entusiasti dei duemila convenuti al Centro Congressi della città svizzera.

Un altro evento significativo ebbe luogo il mese successivo, a Washington, quando la Corte Suprema degli Stati Uniti sancì che la União do Vegetal, una setta che usa come sacramento l’ayahuasca, avesse il diritto di importare e consumare il decotto amazzonico negli Stati Uniti; una decisione storica, nonché un riconoscimento legale per l’uso di sostanze psichedeliche, almeno in contesto religioso.

Un paio di anni dopo fu la volta del World Psychedelic Forum, che insieme al convegno di Basilea fu la prima occasione in cui scienziati, medici, psicoanalisti e intellettuali ebbero modo di confrontarsi sullo stato dell’arte circa ricerca e osservazioni sugli effetti delle sostanze psichedeliche.

In questa breve finestra di tempo si interruppe l’epoca – durata decenni – della trasmissione carbonara di saperi da esponente a esponente di questa o quella controcultura, permettendo alla psichedelia di rialzare la testa, rivendicando il suo potenziale medico, culturale e spirituale, per tacere della sua diversità rispetto al calderone delle «droghe» in cui legislatori in malafede l’avevano confinata. Qualcosa stava finalmente cambiando.”

Spero che mi perdonerete l’auto-citazione ma sappiate che è giustificata: se sto scrivendo questo articolo è perché Legalizziamo mi ha chiesto di parlarvi del testo collettivo uscito appena un mese fa e del saggio che ho personalmente curato.

Lo iato esistente nel nostro Paese tra l’importanza di notizie come queste e il modo in cui sono trattate dalla stampa può essere infatti al momento colmato solo con i libri, e il fatto che le pubblicazioni di volumi che trattano questi temi stia negli ultimi anni crescendo per numero e per autorevolezza dei marchi editoriali è significativo.

Negli ultimi anni in Italia sono usciti testi come LSD. Storia di una sostanza stupefacente di Agnese Codignola (UTET), Come cambiare la tua mente di Michael Pollan (Adelphi), e Terapie psichedeliche di Giorgio Samorini e Adriana D’Arienzo (Shake), scritti in grado di segnare un vero e proprio salto di qualità per quanto riguarda il dibattito nazionale sul tema – e ciò si deve anche alla maggiore frequenza di uscite come queste, un fatto finora inedito in Italia.

Cosa ha dunque di diverso La scommessa psichedelica rispetto ai libri che ho appena citato? La prima cosa da notare è che il nostro è un libro collettivo, in cui una serie di intellettuali provenienti da campi molto diversi (scrittori, giornalisti, politici, raver, scienziati, critici letterari e memer) per la prima volta prende la parola insieme per dire all’ambiente culturale italiano che questi temi sono importanti.

Essere in tanti costituisce di per sé un gesto politico. Inoltre i libri usciti fino a oggi in qualche misura dicono cosa sono le sostanze psichedeliche (soprattutto dal punto di vista farmacologico), mentre noi proviamo a far fare un piccolo passo avanti alla discussione mostrando cosa fanno e cosa promettono di fare tali sostanze al mondo in cui viviamo, riflettendo sui tanti modi in cui già stanno influenzando – in maniera sottile ma sostanziale – tanti aspetti della nostra società.

Riassumere qui come tutto ciò accada in ogni campo trattato nei diversi saggi è di fatto impossibile, tuttavia per chi fosse curioso di indagare un po’ più a fondo è possibile leggere un’intervista collettiva di Dario De Marco uscita in due puntate sul magazine Singola, dove ciascuno degli autori (vale
la pena citarli tutti: Chiara Baldini, Andrea Betti, Edoardo Camurri, Marco Cappato, Agnese Codignola, Silvia Dal Dosso, Peppe Fiore, Ilaria Giannini, Gregorio Magini, Francesca Matteoni, Carlo Mazza galanti, Noel Nicolaus e Vanni Santoni) si esprime diffusamente circa ciò che ha scritto nel libro.


Dato che siamo sotto Natale e che magari a qualcuno può venire voglia di regalare o regalarsi La scommessa psichedelica, ricordiamo che il libro è presente in libreria (e che le librerie sono aperte anche nelle zone rosse).

Se però voleste fuggire la calca in tempo di pandemia, facendovi spedire il volume a casa ma evitando di arricchire ulteriormente il già ultra miliardario patron di Amazon, un modo c’è: si chiama Bookdealer, ed è un sistema di consegna a domicilio organizzato dalle librerie indipendenti, consente di farsi arrivare i libri direttamente a casa continuando a sostenere il lavoro dei piccoli librai – un canale che merita di essere preso in considerazione, soprattutto in un periodo difficile come questo.

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