By: Guido Long

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Corsi per medici e farmacisti organizzati da Asur e Agenzia regionale sanitaria. L’associazione Luca Coscioni: “Finalmente un atto davvero concreto”

Sarà più semplice l’uso di cannabis terapeutica nelle strutture sanitarie pubbliche marchigiane e nei pazienti affetti da gravi malattie che provocano un dolore resistente alle terapie tradizionali. A due anni dall’approvazione della legge regionale 26/017 partono i primi corsi di formazione destinati agli operatori del sistema sanitario pubblico, ma anche ai medici di famiglia e ai farmacisti, in materia di uso terapeutico della cannabis. Ad organizzarli l’Asur e l’Agenzia regionale sanitaria, che in collaborazione con l’Inrca di Ancona hanno puntato su due format a cui si può partecipare inoltrando la propria iscrizione entro oggi: il primo sarà dedicato alla preparazione e dispensazione della cannabis, il secondo si concentra invece sugli aspetti, farmacologici, clinici, tossocologici del suo uso terapeutico.


Un’iniziativa importante che potrebbe sdoganare definitivamente le terapie a base di cannabinoidi nei casi in cui i trattamenti tradizionali non danno risultati: si parla di malattie neurologiche, infiammatorie croniche, degenerative, autoimmunitarie, psichiatriche. Soddisfazione da parte di Ruggero Fabri, responsabile per Pesaro dell’associazione Luca Coscioni che dal 2002 si batte per l’accesso ai cannabinoidi medici. «A due anni dall’approvazione della legge 26 – afferma Fabri – finalmente un atto concreto che dimostra come la Regione intenda renderla operativa. Sarebbe anche interessante sapere quanti operatori parteciperanno o se sarà necessario ripetere l’iniziativa in ogni singola provincia». 

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