By: Guido Long

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Scopriamo come Israele è diventato silenziosamente uno dei leader mondiali nella ricerca e l’uso della medicina psichedelica.

Ecco una notizia che vi farà letteralmente scoppiare il cervello: Israele è silenziosamente diventato uno dei leader mondiali nella ricerca e nell’uso di psichedelici medicinali.

A tal punto che la due giorni dello PsyTech Summit si terrà a Tel Aviv a giugno (coronavirus permettendo, ovviamente).

Allo PsyTech si attendono tra i 400 e i 500 partecipanti – medici, infermieri, accademici, investitori e laici – interessati a come le sostanze come l’MDMA (ecstasy) e la psilocibina (funghi allucinogeni) possano curare condizioni psichiatriche resistenti che includono il disordine da stress post-traumatico (PTSD), la depressione cronica e il terrore da fine vita nei pazienti terminali di cancro.

Non è sorprendente che Israele sia all’avanguardia nell’investigare i benefici degli psichedelici medicinali.

Oltre il 10% della popolazione israeliana soffre di PTSD, secondo Keren Tzarfaty, direttrice dei progetti e delle collaborazioni israeliane di MAPS – la Multidisciplinary Association for Psychedelic Studies, una no-profit internazionale creata 25 anni fa che promuove “l’uso prudente degli psichedelici e della marijuana.”

Con la leva obbligatoria e conflitti ogni qualche anno, la maggioranza delle famiglie israeliane ha esperienza con il PTSD. C’è anche trauma nelle comunità vicine al confine con Gaza che convivono con regolari ma imprevedibili lanci di razzi.

A inizio 2019, Israele è diventato il primo governo al mondo ad approvare un programma di “uso compassionevole” per la psicoterapia assistita da MDMA per il PTSD. Gli Stati Uniti hanno seguito l’esempio di Israele quando la FDA ha approvato l’uso limitato della terapia assistita da MDMA a dicembre 2019.

Occuparsi di chi è vulnerabile

I programmi di uso compassionevole sono progettati per i pazienti per cui “non c’è nient’altro da perdere”, spiega Tzarfaty, che ha ottenuto un dottorato in psicologia orientale e occidentale al California Institute of Integral Studies di San Francisco.

Pensate a qualcuno che ha una diagnosi terminale di cancro e non ci sono nuovi farmaci approvati. “L’uso compassionevole significa dare il farmaco anche se non sappiamo fino in fondo in che modo avrà effetto sulla persona”.

Il PTSD è così. “La tua vita è un inferno. Hai dolore, paura, non dormi la notte,” dice Tzarfaty. “Il Ministero della salute vuole che le persone abbiano questo adesso perché ci vorranno almeno tre anni prima che sia formalmente approvato.”

Il programma israeliano punta a iscrivere un totale di 50 pazienti, che riceveranno trattamento per il PTSD al Rambam Medical Center a Haifa, allo Sheba Medical Center a Ramat Gan e negli ospedali psichiatrici di Be’er Yaakov, Lev Hasharon e Beersheva.

MAPS stima che il costo totale del curare tutti i 50 pazienti sarà di 1.2 milioni di dollari. Il Ministero della salute israeliano contribuirà con 500,000 dollari in servizi medici e ospedalieri. Anche la Charles and Lynn Schusterman Family Foundation ha contribuito con dei fondi.

“Una società è forte solo quanto si occupa delle sue comunità più vulnerabili,” sottolinea Stacy Schusterman, presidente della fondazione. “Il programma per l’uso compassionevole è un’opportunità per aiutare le popolazioni ad alto rischio, inclusi i soldati israeliani che hanno servito il loro paese, la cui salute mentale è spesso trascurata e non servita a dovere.”

Combinata con la psicoterapia

Gli psichedelici medicinali non sono solo dei funghi da mangiare e un paio di capsule di MDMA da buttar giù e avere un trip da acidi alla Timothy Leary. Include seria psicoterapia, ha detto Tzarfaty a ISRAEL21c.

Delle 20 sessioni incluse nel programma PTSD sviluppato da MAPS, solo tre comportano l’assunzione di medicinali psichedelici. Il resto è terapia parlata – prepararsi prima e processare il trip in seguito. Inoltre, l’MDMA può essere somministrata solo in un ambiente clinico controllato sotto la supervisione di terapisti.

I nuovi programmi seguono i trial clinici che MAPS ha condotto in Israele, USA e Canada. Quindici siti sono coinvolti nei più recenti studi di Fase 3, inclusi due siti in Israele. I trial dovrebbero essere completati entro la fine del 2021.

I risultati sono promettenti. Delle 102 persone che hanno assunto MDMA in un ambiente clinico finora, il 68% ha riportato di non soffrire di PTSD 12 mesi dopo la fine della terapia.

“Sono risultati straordinari,” dice Tzarfaty. “È per questo che la FDA l’ha dichiarata ‘ricerca innovativa’”.

Tzarfaty sottolinea che ciò che funzione è “l’integrazione della psicoterapia con la sostanza psichedelica. E ci sono molte sostanze diverse. Dobbiamo abbinare il giusto psichedelico con la giusta modalità terapeutica.”

Oltre il corpo e la mente

Cos’è che negli psichedelici fa così tanto effetto?

“Crea un’esperienza in cui andiamo oltre ciò che normalmente crediamo di essere,” spiega Tzarfaty. “Il nostro cervello comincia a lavorare in modo diverso. Capiamo che siamo più grandi rispetto al nostro corpo o alla nostra mente.”

Tzarfaty sarà uno dei relatori alla PsyTech conference, se si terrà. La conferenza si ispira agli eventi a guida israeliana CannaTech che hanno attratto migliaia di persone in Israele, Sudafrica, Svizzera, Hong Kong, Singapore e Panama.

PsyTech è cresciuta a tal punto da uscire dall’incubatore tecnologico di iCan, la casa madre di CannaTech. Hayim Raclaw, che adesso è l’amministratore delegato di PsyTech, ha guidato l’incubatore fino a quest’anno.

Psytech è un’azienda separata con uno staff di sei persone e sta pianificando il lancio del suo incubatore.

Lo PsyTech Summit e il CannaTech Summit a Tel Aviv avranno però luogo nello stesso posto e gran parte dello staff si sovrapporrà.

Raclaw afferma che entrambi i vertici sono per “decisori e thought leaders”. È diverso rispetto ad altri eventi che “tendono a svilupparsi con persone che fanno scienze cliniche e presentano la loro ricerca, ulteriori conferenze rivolte al pubblico e alcuni eventi più piccoli incentrati sugli investimenti”.

Raclaw sottolinea che, come con la cannabis, il modo migliore per promuovere la ricerca e la “destigmatizzazione” degli psichedelici medicinali è “riunire apposta scienziati, clinici, professionisti dello sviluppo del business e investitori”.

La “tecnologia” di PsyTech si riferisce alla raffinazione e all’ottimizzazione di molecole sintetiche come l’MDMA e ai sistemi di consegna per fornire “le molecole giuste alla persona giusta nella giusta quantità”, spiega Raclaw.

Diverso dalla cannabis

Anche se l’industria psichedelica “è più nascente della cannabis, si muove più rapidamente,” aggiunge Raclaw, in parte perché la cannabis ha aperto la strada, rendendo la deregolamentazione più accettabile – sia per il pubblico che per i legislatori.

Anche il best-seller di Michael Pollan sugli psichedelici, How to Change Your Mind, ha suscitato l’interesse del pubblico.

A differenza della cannabis, non c’è stato un vero movimento popolare per la legalizzazione dell’uso ricreativo degli psichedelici. Piuttosto, “è guidata dalla buona scienza in posti molto accreditati come UCLA, Johns Hopkins e l’NYU,” dice Raclaw, che si è trasferito in Israele dal Canada due anni fa.

Gli psichedelici erano sui giornali diversi mesi fa quando la rivista Vice riferì sulla crescente tendenza dei “ritiri psichedelici” nei paesi in cui la psilocibina è legale. Vice ha visitato il ritiro Synthesis nei Paesi Bassi, dove viene utilizzata solo la radice del fungo. La Giamaica, il luogo preferito dagli esploratori del Nord America, consente l’uso dell’intero fungo.

Vedremo ritiri simili spuntare in Israele? Raclaw crede di no.

“Israele sarà un modello medicinale, distribuito da un terapeuta in un contesto clinico. I ritiri sono più un modello di benessere”, afferma.

E, enfatizza, “le droghe di strada non sono sicure. State lontani dall’MDMA che comprate in discoteca. Chissà con cosa è mischiata!”

Traduzione di un articolo di ISRAEL21c

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