By: Guido Long

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“Per le rudimentali tecniche utilizzate, lo scarso numero di piante ed il modesto quantitativo di prodotto ricavabile appaiono destinate in via esclusiva all’uso personale del coltivatore, non costituiscono reato le attività di coltivazione di minime dimensioni svolte in forma domestica”. 

Queste le anticipazioni di una pronuncia delle Sezioni Unite penali della Corte di Cassazione chiamata a chiarire l’applicazione del Testo Unico sulle droghe del 1990 a seguito di una serie di decisioni difformi adottate negli anni da vari tribunali locali sebbene la Corte Costituzionale avesse confermato che coltivare la pianta della cannabis dovesse, sempre e comunque, esser considerato reato.

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