By: Guido Long

Comments: 0

Una struttura sicura e supervisionata aiuterà a combattere le morti per droga e le infezioni di HIV

Ai senzatetto dipendenti alla droga di Glasgow verrà fornita dell’eroina farmaceutica da iniettarsi, in un programma pionieristico con l’obiettivo di combattere il numero crescente di morti per droga e i tassi di infezione di HIV nella città.

Ma lo staff medico ha espresso la propria frustrazione, al lancio della struttura creata per l’occasione, che gli appelli per una sala per il consumo di droghe, che crede potrebbe aiutare centinaia di dipendenti vulnerabili in più, sono stati bloccati dal Ministero dell’Interno.

Il centro da 1,2 milioni di sterline si trova nel centro della città, accanto ad altri servizi sanitari per i senzatetto. Il progetto pilota ha ottenuto la licenza dal Ministero dell’Interno ed è il primo del suo genere in Scozia, ma il secondo nel Regno Unito dopo che una simile iniziativa è iniziata a Middlesbrough ad ottobre. Le persone indirizzate verso il centro riceveranno una prescrizione di diamorfina adattata ai loro bisogni, che devono iniettarsi all’interno del centro e sotto stretta supervisione.

I pazienti porteranno la loro siringa pre-riempita dal dispensario a una piccola cabina, arredata con un bancone di acciaio inossidabile, una sedia imbottita e un contenitore per siringhe, coperta per privacy ma con un muro specchiato per permettere agli infermieri di controllare il processo.

Passeranno circa 20 minuti nella cabina, e successivamente altri 20 minuti seduti in un’area circostante, in cui saranno monitorati in caso di overdose. La struttura terrà due sedute di iniezione al giorno, mattina e sera, oltre che fornire metadone orale per uso notturno.

Mentre il focus del lancio era inevitabilmente sulla radicale fornitura di eroina da parte del servizio sanitario nazionale scozzese, lo staff specializzato della struttura enfatizzava la natura intensiva dello schema. La frequenza delle visite – due volte al giorno, sette giorni alla settimana – significa che relazioni durature verranno forgiate con gli infermieri che possono poi introdurre i pazienti al supporto in loco, che include controlli e trattamento della salute fisica e mentale, in particolare a chi viene diagnosticata l’HIV, informazioni sul welfare e consigli sul trovare un alloggio.

La struttura include i materiali più nuovi, come un trova vene portatile per ridurre ferite e danni vascolari, comuni tra chi si inietta cronicamente. Lo staff spera anche che i comportamenti più sani – come l’uso di aghi puliti e una tecnica di iniezione corrette – filtreranno verso la strada dove il consiglio sanitario locale ha visto il più alto numero di morti in Scozia l’anno scorso, 394.

Il Dott. Saket Priyadarshi, vice-direttore sanitario del servizio di Glasgow per la dipendenza da alcool e droghe, ha descritto la struttura come “molto necessaria”.

I risultati di esperimenti internazionali suggeriscono come l’uso sotto supervisione di eroina medicinale possa essere un trattamento alternativo per la piccola minoranza di utilizzatori di oppiacei che non rispondono alle terapie più diffuse di sostituzione che usano metadone o buprenorfina.

“È appropriato che, come in altri rami della medicina, possiamo offrire ai pazienti per dipendenza il prossimo step nel trattamento, ha detto Priyadarshi.

Ma ha espresso la sua “frustrazione” per il fatto che progetti per una sala per il consumo di droghe, dove i dipendenti possono usare la loro droga in condizioni più sicure, si sono bloccati, nonostante il supporto del consiglio comunale di Glasgow e del governo scozzese. Tale struttura richiederebbe il cambio della legislazione sulle droghe da parte del governo britannico o la delega di ulteriori poteri a Edimburgo.

“Abbiamo nuovi casi di HIV ogni anno e anche il nostro livello di morti legate alla droga è in aumento, e le persone che soffrono maggiormente sono quelle che trarrebbero beneficio da una sala per il consumo di droghe, ha detto Priyadarshi.

Mentre la nuova struttura pianifica di accogliere fino a 20 pazienti entro la fine del primo anno, Priyadarshi sostiene che una sala per il consumo di droghe – che gli specialisti descrivono come “uno scambio di aghi potenziato” – potrebbe aiutarne molti di più.

“Abbiamo una popolazione vulnerabile che si inietta di 500 o 600 persone in città e una sala per il consumo di droghe potrebbe molto probabilmente interagire con un’alta percentuale di queste. Ci sono dati certi e un consenso trasversale.”

Traduzione di un articolo del Guardian

Facebook
Twitter
LinkedIn