La Virginia approva la decriminalizzazione della cannabis

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Il governatore della Virginia ha approvato una legge che rimuove tutte le sanzioni penali per il semplice possesso di cannabis.

Decriminalizzazione della cannabis in Virginia

Non si tratta di legalizzazione, ma di decriminalizzazione. La nuova legge (HB972), che sarà in vigore dal primo luglio, significa che il possesso di una quantità di cannabis inferiore all’oncia non sarà più reato ma potrà solo essere punito con una sanzione civile – una multa fino a 25 dollari. Fino ad ora, il primo reato per possesso di cannabis veniva punito con un massimo di 30 giorni di carcere e una multa di 500 dollari. Il possesso di più di un’oncia o la vendita di una qualsiasi quantità rimangono reati puniti con diversi anni di carcere.

La criminalizzazione della cannabis ha avuto un impatto significativo sulla popolazione della Virginia, particolarmente negli ultimi anni. Secondo la polizia statale della Virginia, ci sono stati quasi 29,000 arresti legati alla cannabis nel 2019 – di cui oltre il 50% coinvolgeva persone di meno di 24 anni.

Disparità razziale e la guerra alle droghe in USA

Forse l’impatto più sproporzionato della criminalizzazione è stato quello imposto alla comunità afroamericana della Virginia. Nonostante siano meno del 20% della popolazione dello stato, gli afroamericani rappresentano il 45% degli arresti per primo possesso di cannabis in Virginia tra il 2007 e il 2016. Per i successivi reati di cannabis, la proporzione sale a un impressionante 53%.

È una storia simile rispetto al manifestarsi della guerra alle droghe ovunque negli USA. Come mostrato dalla Drug Policy Alliance, gli afroamericani e altre minoranze usano e vendono droghe a tassi simili rispetto ai bianchi, ma “hanno più probabilità di essere fermati, perquisiti, arrestati, incriminati e duramente condannati, [e] soffrono più di tutti delle ripercussioni dovute all’avere precedenti penali per tutta la vita”.

In effetti, l’impatto di una condanna per droga, non importa di quale entità, può essere ad ampio respiro e includere danni che vanno oltre l’incarcerazione, la creazione di barriere per l’educazione, l’accesso alla casa e al mondo del lavoro. Questo può portare a un ciclo di povertà, che impatta figli e famiglie, generando effetti a grappolo che danneggiano intere comunità.

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