By: Guido Long

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Di Marco Perduca

Negli ultimi anni decine di esponenti delle forze dell’ordine italiane sono state al centro di gravissime violazioni dei diritti umani, violenze o negligenze che in alcune occasioni hanno anche portato alla morte delle persone che avevano in custodia. Ma mai era successo che un’intera caserma fosse posta sotto sequestro per esser essa stessa parte integrante delle condotte criminali di chi ci operava.

Tanto numerosi quanto incredibili sono i capi d’accusa che Luca Milani, il giudice per le indagini preliminari di Piacenza, la città dove i fatti si sono svolti, a un certo punto dell’inchiesta, s’è chiesto se per sbaglio non gli avessero dato le bozze di uno di quei libri “noir” che vanno per la maggiore di questi tempi.  Un testo molto lungo e particolarmente documentato nei dettagli dei reati da “non credere”. E invece dopo quasi tre anni di lavoro quel che emerge è un quadro di gravissime violenze, soprusi, minacce, sfruttamenti, torture, e spaccio – tanto spaccio – di sostanze illegali sequestrate a chi le vendeva per la strada. Queste condotte criminali non si sarebbero fermate neanche durante il lockdown, anzi! Proprio in quei giorni i carabinieri si sarebbero ulteriormente approfittati del loro ruolo di tutelatori della legge per aumentare le attività.

Le intercettazioni che sono state pubblicate su vari siti in questi giorni dettagliano in diretta quanto commesso nella caserma: botte, lacrime dei fermati e la paura dei coinvolti a denunciare ai superiori quando subito per paura che tutti fossero complici.

I dettagli di questa cricca continueranno a emergere col tempo, e sarà educativo, oltre che far sì che non vengano messi alla gogna mediatica i protagonisti, far conoscere i dettagli di quale e quanta corruzione giri intorno al “controllo” delle sostanze illecite. Se questi carabinieri hanno in poco tempo potuto accumulare ricchezze, potere e controllo del territorio manu militari è stato perché si insiste col voler dedicare ingenti risorse umane e finanziarie alla “lotta alla droga” senza mai voler prendere in considerazione altri modi di poter “regolare” certe scelte individuali – innocue o problematiche che siano. 

Il 15 agosto la Ministro dell’interno presenterà i dati relativi al lavoro delle forze dell’ordine. Sarà interessante vedere cosa verrà scritto nel capitolo dedicato alla repressione del commercio delle sostanze illecite, in termini di impegno di agenti e di finanziamenti. Leggendo di sequestri un po’ dappertutto potrebbe esser ragionevole ipotizzare che la prepotenza proibizionista non alberghi esclusivamente a Piacenza.

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