By: admindunp

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dall’Economist dell’11 settembre 2020

Un sondaggio rileva che la cannabis e i sedativi da prescrizione sono in aumento, mentre le droghe da party sono in calo

Quando ad aprile scorso è stato chiesto all’attore Seth Rogen come avesse passato il tempo in isolamento ha risposto, fedele ai personaggi comici che spesso interpreta: “Ho fumato una quantità di erba davvero assurda”. Un nuovo rapporto suggerisce che non era il solo. Infatti, secondo l’ultimo Global Drug Survey, uno studio annuale sulle tendenze globali del consumo di droga, poiché il Covid-19 ha bloccato in casa milioni di persone, ansiose e annoiate, molte di queste hanno fatto ricorso a sostanze psicoattive.

La sostanza preferita da Rogen ha visto l’incremento maggiore. Secondo un altro sondaggio online, che ha intervistato circa 55.000 persone in 11 paesi per lo più ricchi, quasi due intervistati su cinque hanno aumentato il loro consumo di cannabis dall’inizio della pandemia. L’Australia ha visto l’aumento maggiore, al 49%, con l’America (46%) e la Gran Bretagna (44%) a ridosso.

Gli intervistati hanno in gran parte attribuito il loro maggiore uso del farmaco al tempo libero extra e alla noia del lockdown. Anche le condizioni di salute mentale preesistenti alla pandemia hanno giocato comunque un ruolo: tra quelli con disturbi mentali che hanno aumentato il loro consumo, il 41% ha citato lo stress e il 38% ha la depressione (tra i consumatori di cannabis senza tali condizioni, le cifre erano rispettivamente del 20% e del 15% ). Non sorprende che gli intervistati nei paesi colpiti duramente dalla pandemia, come l’America, fossero più propensi a dire di esser stati “fumati” più spesso perché depressi.

Le droghe da party nel frattempo sono invece cadute in disgrazia, in gran parte a causa della improvvisa scomparsa di locali notturni e festival, ma anche per la difficoltà di incontrare gli spacciatori durante il blocco.

Il sondaggio ha rilevato che il consumo di ecstasy è diminuito del 41%, mentre la cocaina è diminuita del 38% e la ketamina del 34% (vedi grafico).

A pochi sembrano mancare le abitudini del passato. Quasi un terzo dei consumatori di cocaina ha affermato che la loro salute mentale era migliore grazie all’assunzione di meno roba; un quarto degli entusiasti dell’ecstasy ha detto la stessa cosa. Circa due quinti di coloro che hanno usato l’una o l’altra sostanza hanno affermato di non aver voglia di prenderle durante una pandemia.

Resta da vedere se questi cambiamenti nelle abitudini di chi consuma sostanze illecite sopravviveranno alla pandemia, è comunque probabile che le droghe illegali da party si riprendano quando i nightclub riapriranno e i festival riprenderanno. Per ora gli esperti mettono in guardia contro l’auto-medicazione con la cannabis. La condivisione di droghe può diffondere il virus mentre il fumo pesante può aumentare il rischio di complicazioni da covid-19. Forse il Rogen dovrebbe evitare di passare le sue canne in giro.

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