J-Ax racconta la storia della cannabis su Vanity Fair - Legalizziamo!
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24 Ott J-Ax racconta la storia della cannabis su Vanity Fair

LA «VERA» STORIA DELLA CANNABIS – J-Ax, Vanity Fair 31.10.18

In Italia è diventata legale l`anno scorso la coltivazione di canapa a livello industriale, cioè quella con un Thc sotto lo 0,6%, e la vendita in tabaccherie e negozi specializzati. In questo anno il mercato è stato stimato in circa 40 milioni di curo. Soldi che non vanno a mafia, camorra e `ndrangheta, per la prima volta di questo Paese, ma a giovani coltivatori, commessi, rivenditori e imprenditori. Oggi però diversi esponenti del governo di area leghista vorrebbero cancellare e riportare l`Italia ancora una volta indietro.

Mentre il Canada, la Spagna e alcuni degli Stati più illuminati e ricchi degli Stati Uniti, come la California di Google, Apple e Facebook e Washington dove hanno sede Starbucks e Microsoft, hanno legalizzato la pianta, noi staremmo facendo l`ennesimo passo controcorrente per tornare all`illegalità completa. Una decisione assurda, basata su sciocchi pregiudizi e che rischia di danneggiare tante persone oneste.

Vi siete infatti mai chiesti perché la cannabis è illegale? Perché, dopo 10 mila anni di utilizzo da parte dell`uomo, è diventata il male assoluto nel Novecento?

Ve lo spiego, ma tenetevi forte, perché la gente vi chiederà come mai state ridendo da soli leggendo Vanity Fair. Nel 1910 scoppiò la Rivoluzione messicana e, per sfuggire al conflitto, molti messicani furono costretti a cercare rifugio negli Stati Uniti. Quelli erano gli anni in cui i neri venivano regolarmente trucidati e impiccati agli alberi per aver guardato negli occhi la donna bianca sbagliata, quindi questo improvviso afflusso di uomini e donne dalla pelle scura e di lingua spagnola non venne accolto positivamente da popolazione e politici bianchi del tempo.

I messicani usavano la cannabis come medicina o la fumavano come noi facciamo con le sigarette – un`usanza sconosciuta ai bianchi americani. Ecco quindi la scusa perfetta: utilizzare la pianta per colpire i nuovi immigrati. Fu proprio questa l`idea di Harry J. Anslinger, direttore dal 1930 al 1962 della Federal Bureau of Narcotics, oggi conosciuta come DEA.

Grazie anche al supporto di numerose aziende farmaceutiche e chimiche, terrorizzate dal possibile utilizzo medico e industriale, e quindi dalla perdita di miliardi in profitto, e della stampa che aveva bisogno di un nemico per vendere giornali, venne creata la tempesta perfetta: la cannabis. O, meglio, la marijuana, chiamata così, utilizzando lo spagnolo, per rendere ancora più l`idea del suo essere allogena e quindi anti-americana e anti-bianca.

Esatto, la cannabis non è stata resa illegale per la sua pericolosità, ma per una questione razziale ed economica.

Anslinger era infatti solito dire che «fumare spinelli fa credere ai neri di valere tanto quanto gli uomini bianchi» o che «la ragione principale per bandire la marijuana è il suo effetto sulle razze degenerate» o, la più assurda ed esilarante di tutte, «la maggior parte dei fumatori di marijuana sono negri, ispanici, filippini e artisti. La loro musica satanica, jazz e swing, deriva dall`uso di marijuana. Questa marijuana spinge le donne bianche a cercare rapporti sessuali con negri, artisti e tutti gli altri».

Oggi ridiamo, ma tutto questo bastò nel 1937 a far passare il Marijuana Tax Act che rese la pianta illegale negli Stati Uniti e fece da modello per il resto del mondo occidentale che imitò gli Stati Uniti con legislazioni simili.

Pensate: abbiamo speso in tutti questi anni miliardi e distrutto la vita di centinaia di migliaia di persone perché 90 anni fa dei razzisti americani avevano paura che Louis Armstrong potesse farsi le loro mogli.

Siamo nel 2018 e la scienza ha dimostrato che la cannabis non è la «droga di passaggio» verso nulla. La cannabis legale non «sballa» nemmeno, e permette di mantenere tutti gli effetti positivi del Cbd: antipsicotico, anticonvulsivo e ansiolitico. Pensate anche solo al beneficio economico che diverse regioni depresse potrebbero ottenere mantenendo o aprendo la legalizzazione.

Il Colorado, uno Stato che non ha mai avuto le risorse di California o New York, in un anno di legalizzazione ha visto creare 20 mila nuovi posti di lavoro e oltre 3 miliardi versati in tasse. Per non parlare di tutto l`indotto legato al consumo, come il turismo. Il modello Colorado potrebbe essere adottato da tante regioni italiane.

Come direbbe Matteo Salvini, mantenere la cannabis legale in Italia è solo questione di buonsenso.