Proposta in sette punti - Legalizziamo!
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Proposta in sette punti

“Droghe 7. Ripartiamo da 7”

Le associazioni e le organizzazioni sindacali, sociali ed economiche che in questi anni si sono riconosciute nel percorso del Cartello di Genova per una nuova politica sulle droghe “sulle orme di Don Gallo” hanno predisposto una piattaforma da sottoporre ai candidati che partecipano alle prossime elezioni politiche.

Il documento, che riprende le richieste e le proposte elaborate e condivise già con il Manifesto Genova nel 2014 a poi con la Carta di Milano del 2015, pone a chi si candida a governare l’Italia sette punti sui quali è necessario intervenire con urgenza per offrire al paese politiche sulle droghe adeguate alla società in cui viviamo, frutto di dialogo con la società civile e che garantiscano ai servizi le risorse necessarie per essere applicate:

 

  1. REVISIONE DPR 309/90.

    La completa revisione del Testo unico vigente sulle sostanze stupefacenti in particolare delle previsioni sanzionatorie, penali e amministrative previste, sulla base della proposta di legge elaborata dalle associazioni che si riconoscono nel cartello di Genova e delle proposte di iniziativa popolare elaborate per la revisione della legge 309/90. Le persone che usano sostanze devono essere liberate tanto dal rischio di criminalizzazione penale quanto dalla soggezione a un apparato sanzionatorio amministrativo stigmatizzante e invalidante e di dubbia efficacia. Il contesto normativo è uno dei fattori che maggiormente influenza la possibilità di ridurre danni e rischi correlati al consumo di droghe. La prima modifica in questa direzione non può che essere la completa depenalizzazione del possesso e della cessione gratuita di piccoli quantitativi di sostanze destinati all’uso personale, anche di gruppo, ivi compresa la coltivazione domestica di alcune piante di cannabis destinata al consumo personale anche in forma cooperativa (sul modello dei cosiddetti Cannabis Social Club). Infine l’introduzione di una norma del “buon samaritano” che privilegi la salute delle persone tutelando coloro che allertano prontamente i soccorsi in caso di emergenze sanitarie causate dall’uso di sostanze stupefacenti.

  2. CANNABIS TERAPEUTICA.

    La messa a regime della regolamentazione nazionale sulla cannabis terapeutica, in modo da garantire quel diritto alla salute fino ad oggi solo formalmente garantito a migliaia di pazienti che hanno trovato sollievo e cura nell’utilizzo della cannabis, e che ancora ad oggi sono costretti ad errare per il paese alla ricerca di farmaci prodotti ed importati in quantità assolutamente insufficiente.

  3. CONFERENZA NAZIONALE SULLE DROGHE.

    L’organizzazione nei tempi più brevi possibili della Conferenza nazionale, a nove anni dall’ultima convocazione, sede naturale e legale della valutazione e della innovazione delle politiche nazionali. La Conferenza deve essere organizzata attraverso un percorso che coinvolga la partecipazione attiva del sistema di intervento territoriale, della società civile, incluse le persone che usano sostanze.

  4. PIANO D’AZIONE SULLE DROGHE.

    Compito primario della Conferenza la valutazione degli esiti delle attuali politiche, e la elaborazione di un Piano d’azione nazionale sulle droghe in netta discontinuità con il fallimentare approccio iper-punitivo che ha caratterizzato gli orientamenti espressi nel 2009-2010. Il nuovo Piano deve esplicitamente includere la RDD come approccio adottato dalle politiche e come pilastro degli interventi, in accordo con il Piano nazionale AIDS e con il Piano d’azione europeo 2017-2020. L’elaborazione del Piano deve essere l’esito di un percorso partecipato dalla società civile, incluse le persone che usano sostanze, dalla comunità scientifica, e basato sulle esperienze e sulle evidenze e sul rispetto dei diritti umani.

  5. RILANCIO DEI SERVIZI E DELLA RIDUZIONE DEL DANNO.

    Il rilancio e la riorganizzazione dei servizi per le dipendenze, il riconoscimento delle azioni e dei servizi innovativi già realizzati,  il loro non più rinviabile adeguamento ai nuovi stili di consumo: innovazione e potenziamento dei luoghi della cura, della socio-riabilitazione e accompagnamento della prevenzione dei comportamenti a rischio e della presa in carico precoce, e l’avvio di progetti di ricerca finalizzati a conoscere le reali dinamiche dei consumi e rideterminare gli obiettivi delle politiche. Adozione della riduzione del danno sia come prospettiva trasversale ai diversi obiettivi delle politiche che come quarto pilastro nel sistema degli interventi, come sancito nella strategia UE. Piena e rapida definizione dei nuovi Lea della RdD e il loro adeguato finanziamento in ogni Regione, accompagnati dall’elaborazione di Linee guida che forniscano un quadro esaustivo degli approcci, dei servizi e delle prestazioni di RDD,  a garanzia del diritto alla salute delle persone che usano sostanze su tutto il territorio nazionale. Inclusione nelle prestazioni di RdD di interventi validati a livello internazionale quali l’analisi delle sostanze nei luoghi del consumo, per un uso più consapevole e meno rischioso, e la predisposizione di luoghi per il loro uso sicuro. Particolare attenzione dovrà essere data all’offerta di servizi e sostegno alle persone con problemi di dipendenza in stato di detenzione anche attraverso il potenziamento delle offerte diversificate di misure alternative alla detenzione.

     

  6. DIALOGO CON LA SOCIETÀ CIVILE.

    Il ripristino di sedi di dialogo sulle politiche sulle droghe, non più attive a livello nazionale dal 2008, che coinvolgano sistema di intervento integrato, società civile, politica e istituzioni competenti, e l’adozione di processi partecipativi che rispettino e rendano effettiva l’indicazione del Piano d’azione europeo, quando afferma che la società civile deve poter svolgere un ruolo nel processo decisionale, di monitoraggio e di valutazione delle politiche, con particolare attenzione al coinvolgimento delle persone che usano sostanze.

     

  7. VERSO VIENNA 2019.

    Una chiara posizione dell’Italia nel contesto internazionale, in sintonia con il ruolo che l’Europa sta giocando in sede ONU per una dialogo aperto sulle politiche globali e un loro bilanciamento a favore dell’approccio sociale e di salute pubblica; la proposta in sede ONU di avviare una seria valutazione degli esiti di obiettivi e strategie fin qui adottate, sulla base delle evidenze e del rispetto dei diritti umani, e la promozione di una più ampia partecipazione della società civile ai processi decisionali in vista dell’appuntamento ONU di Vienna 2019.

 

Promuovono:

 

Associazione Antigone, Associazione Luca Coscioni, CGIL, Comunità di San Benedetto al Porto, Coordinamento Nazionale Comunità d’Accoglienza, Funzione Pubblica CGIL, Forum Droghe, ITARDD, la Società della Ragione, Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids (LegacoopSociali)

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