Petizione all'Europarlamento - Legalizziamo!
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Petizione all’Europarlamento

petizione legalizzazione

PETIZIONE EUROPEA PER NUOVE POLITICHE SULLE DROGHE

In molti Stati del mondo e in diversi Paesi europei è in corso un ripensamento radicale delle politiche proibizioniste.

In occasione della Sessione Speciale sulle Droghe della Assemblea Generale dell’ONU del 19-21 aprile 2016, e in vista di quella ancor più importante del 2019, è necessario che anche l’Unione europea promuova una serie di riforme contro i fallimenti degli ultimi decenni.

Questa petizione chiede all’UE di promuovere politiche basate sulle evidenze scientifiche, economiche, sanitarie, giudiziarie consolidate negli anni in molti paesi dell’Unione, firma la petizione al Parlamento europeo!

LEGGI LA PETIZIONE

Nel 2004 il Consiglio europeo, con la Decisione quadro 2004/757/GAI, ha fissato le norme minime relative agli elementi costitutivi dei reati e alle sanzioni applicabili in materia di traffico illecito di stupefacenti.

L’obiettivo di tale provvedimento era quello di dotare gli Stati europei di un quadro normativo condiviso, utile ad un approccio unitario nella lotta al traffico di stupefacenti, sulla premessa che tale crimine rappresenti “una minaccia per la salute, la sicurezza e la qualità di vita dei cittadini dell’Unione europea, oltre che per l’economia legale, la stabilità e la sicurezza degli stati membri”.

La Decisione individua le condotte cui ciascuno stato deve riconoscere rilevanza penale, come la coltura della pianta di cannabis (art. 2, co. 1, lett. b), ovvero la cessione a qualsiasi condizione di stupefacenti (art. 2, co. 1, lett. a); e tuttavia esclude dall’ambito di rilevanza penale il consumo personale, rimandando alla discrezionalità dei legislatori nazionali eventuali ulteriori definizioni (premessa, punto 4).

Dal 2004 ad oggi, l’emanazione di questo atto non ha contribuito neppure in minima parte a ridurre la diffusione illecita delle sostanze stupefacenti. E, anzi, come evidenziato dall’Europol e dall’EMCDDA (European Monitoring Center for Drugs and Drugs Additions) nel report Eu drug markets.: “l’Europa sta entrando in una nuova importante fase in relazione agli sviluppi della disponibilità e dell’uso di droghe […]Il moderno mercato europeo della droga è sempre più innovativo e dinamico, poiché è in grado di riflettere e sfruttare i più ampi cambiamenti che si sono verificati nelle moderne forme di comunicazione e commercio”.

La High Commissioner for Human Rights delle Nazioni Unite (OHCHR), in un rapporto pubblicato a settembre 2015, ha affermato: “Il diritto alla salute delle persone che fanno uso di droghe deve essere protetto assicurando che esse abbiano accesso alle informazioni e alle cure relative alla salute su base non discriminatoria. Inoltre dovrebbero essere offerti programmi di riduzione del danno alle persone tossicodipendenti, in particolare a quelle che si trovano in carcere o sottoposte ad altri regimi di custodia”. Per rimuovere gli ostacoli al diritto alla salute l’OHCHR ritiene necessario “prendere in considerazione anche la depenalizzazione dell’uso personale e della detenzione di stupefacenti”.

Infine, nell’ottobre 2015, l’UNODC (Ufficio delle nazioni unite droga e crimine), in una nota inviata ai governi nazionali afferma che “la decriminalizzazione dell’uso personale e del possesso per uso personale è consentita dalle convenzioni internazionali”. L’appello dell’UNODC agli Stati membri è quello di considerare la decriminalizzazione dell’uso e del possesso personale come misura per “promuovere il diritto alla salute e ridurre il sovraffollamento carcerario”, e come “elemento chiave per rispondere all’incidenza di HIV tra le persone che fanno uso di droghe”.

Attualmente, in molti Stati, europei e non, è in corso un ripensamento della pluridecennale politica proibizionista. In vista della Sessione Speciale sulle Droghe dell’Assemblea Generale dell’ONU (UNGASS), programmata per il prossimo aprile 2016, appare utile e importante che anche l’Unione europea avvii una politica comune tesa al superamento di quella attuale. In questo senso, positive sono alcune prime richieste di cambiamento già avanzate dall’UE nel corso dei lavori preparatori di UNGASS nonché dinanzi alla Commissione sulle Droghe Narcotiche (CND) dell’ONU, come il rifiuto della pena di morte per i crimini collegati al narcotraffico o l’introduzione di politiche di riduzione del danno e del rischio.
Pertanto, ritenendo urgente una revisione trasparente sull’effettività delle attuali politiche sulle droghe, anche alla luce dell’art. 168 TFUE – a norma del quale “nella definizione e nell’attuazione di tutte le politiche ed attività dell’Unione è garantito un livello elevato di protezione della salute umana” – e dell’art. 35 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, dedicato alla protezione della salute, noi sottoscrittori della petizione chiediamo all’Unione europea di promuovere normative e politiche che:

• permettano ed invitino gli Stati membri a decriminalizzare il possesso e il consumo personale di tutte le sostanze proibite dalle tre Convenzioni Onu in materia di stupefacenti;
• garantiscano il diritto alla salute, anche attraverso politiche di riduzione dei rischi e dei danni, che includano distribuzione di siringhe sterili, terapie di sostituzione a scalare e/o a mantenimento comprendendo anche la somministrazione di sostanze controllate sotto controllo medico;
• garantiscano il diritto alla libertà di ricerca scientifica sulle sostanze elencate nelle tabelle delle convenzioni internazionali;
• permettano e invitino gli Stati membri a regolamentare la coltivazione, la cessione e il trasporto di cannabis;
• sospendano gli aiuti europei internazionali a Paesi terzi che prevedono la pena di morte per crimini collegati alle normative nazionali sugli stupefacenti, così come a quelli che promuovono l’eradicazione forzata dei raccolti con danni per la salute delle comunità interessate e dell’ambiente;
• modifichino la Decisione Quadro 2004/757/GAI sulla base di tali principi;
• promuovano politiche in materia di stupefacenti che siano basate sul pieno rispetto dei diritti umani come elencati nella Dichiarazione universale e nei Patti internazionali per i diritti civili e politici, e sociali, economici e culturali;
• promuovano a livello internazionale tali principi, e in particolare in sede ONU in occasione della Sessione Speciale sulle droghe dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 2016;
• prevedano una valutazione dell’attuale sistema mondiale del controllo delle droghe anche per arrivare a una revisione delle Convenzioni internazionali.

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