Generosità nell'era dei bitcoin - Legalizziamo!
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05 Gen Generosità nell’era dei bitcoin

 Il 14 dicembre 2017 un generoso benefattore decide di dare in beneficienza parte della sua fortuna generata dall’aumento del valore dei bitcoin.
Annuncia la sua intenzione con un post su Reddit e crea un sito, PineappleFund, sul quale scrive: “Donerò 5.057 Bitcoin in beneficienza”, per un valore di circa 86 milioni di dollari.Il fondatore del Pineapple Fund, che ha scelto di rimanere anonimo, scrive su Reddit:
“Ho iniziato ad avere a che fare con i bitcoin alcuni anni fa. Ho osservato e ammirato il prezzo dei bitcoin salire a 15$.. 20$.. 30$.. Oggi un bitcoin vale 17.539$. Ancora non riesco a crederci. I Bitcoin hanno cambiato la mia vita, e ho più soldi di quelli che potrei mai spendere.”
Al momento in cui annuncia la decisione di fare queste donazioni, comunica di aver già versato in bitcoin:
-1 milione di dollari a The Water Project, un’associazione che realizza progetti in Africa legati all’acqua potabile;
 -1 milione di dollari all’Electronic Frontier Foundation, una fondazione che difende i diritti e la privacy di chi usa internet;
-1 milione di dollari a MAPS, un’associazione no-profit che conduce ricerca medica  sull’utilizzo terapeutico degli psichedelici;
-1 milione di dollari a Watsi, un ente con lo scopo di offrire assistenza sanitaria universale.
La notizia si diffonde rapidamente in rete: il post su Reddit riceve in poche settimane più di 2500 commenti, giornalisti di diverse testate iniziano a seguire il caso e viene anche creato un canale Telegram, il  Pineapple Fund News, in cui viene pubblicata la rassegna stampa dei principali articoli in rete.Il 17 dicembre 2017 anche il Guardian pubblica un articolo, nel quale possiamo leggere questa la dichiarazione di Karen Gullo, portavoce dell’Electronic Frontier Foundation:
“È stata una sorpresa meravigliosa. La donazione da 1 milione di dollari sosterrà il lavoro che facciamo per difendere la privacy, la libertà di espressione e i diritti civili nel mondo digitale”.
In un’intervista rilasciata a Bitcoin Magazine, il fondatore del Pineapple Fund dichiara: “Cosa fai quando hai più soldi di quelli che potresti mai riuscire a spendere? Donarne la maggior parte in beneficienza è quello che ho deciso di fare”.
Un articolo pubblicato il 27 dicembre sul New York Times, annuncia così la notizia: “Su grande scala, il Pineapple Fund ha creato una misteriosa forma di filantropia basata sulle cripto valute. L’organizzazione è stata creata a dicembre da un donatore anonimo soprannominato Pine che dichiara di essere tra i 250 più grandi detentori di bitcoin al mondo.Il fondo ha l’obiettivo di dare in beneficienza 86 milioni di dollari e ne ha già dati 20 milioni a 13 organizzazioni”.
In numero dei beneficiari in questi giorni è già aumentato e nelle prossime settimane continuerà a crescere fino ad esaurire i fondi stanziati. L’organizzazione che ha ricevuto la donazione più grande al momento è BitDirectly, con 5 milioni di dollari.
La loro missione, si legge nel loro sito, è quella di “inviare denaro direttamente a persone che vivono in estrema povertà.” Il progetto è in sostanza un esperimento di reddito di base, che in 5 anni ha coinvolto oltre 200.000 persone in Africa.
Rick Doblin, il fondatore della Multidisciplinary Association for Psychedelic Studies, una delle organizzazioni che hanno beneficiato di queste donazioni, ha dichiarato in un comunicato stampa: “L’incredibile gesto di generosità del Pineapple Fund mostra come la crescita delle cripto valute può essere usata abilmente per un profondo cambiamento sociale”.
Forse non si saprà mai la vera identità del fondatore del Pineapple Fund (come nel caso di Satoshi Nakamoto, pseudonimo dell’ideatore dei Bitcoin), ma la sua scelta verrà ricordata da molti come un grande gesto di generosità che attraverso una moneta digitale ha portato un aiuto concreto a migliaia di persone.
di Jonas Di Gregorio