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News

Ph. Credit Sole24Ore
Contro la campagna di morte di Duterte nelle Filippine

Condividiamo qui il messaggio di Dave Borden, direttore della DRCNet Foundation e di StopTheDrugWar.org, grazie al quale l'Associazione Luca Coscioni ha potuto partecipare alla 60esima sessione della Commissione Droghe delle Nazioni unite.

Giovedi 16 marzo, a latere dei lavori delle Nazioni unite di Vienna, abbiamo organizzato "La sfida sui diritti umani: come rispondere alle esecuzioni extragiudiziali nella guerra alla droga", un evento che ha affrontato la situazione delle Filippine, dove il presidente, l'ex sindaco di Davao Rodrigo Duterte, ha mantenuto una delle sue promesse elettorali facendo massacrare presunti sospetti per reati di droga. Al momento in cui scriviamo sono più di 7.000 le persone che son state uccise dalla polizia o dai vigilantes con esecuzioni extragiudiziali e senza il benché minimo processo. La nostra riunione ha inaspettatamente attirato un interesse politico di alto livello: la Vice Presidente delle Filippine Leni Robredo, leader dell'opposizione e critica delle uccisioni, ha registrato un video che abbiamo presentato in apertura dell'incontro. Il messaggio e la manifestazione sono stati ripresi da TIME (qui una rassegna stampa TIME ha pubblicato un articolo con il video poi ha messo online un’intervista a Robredo). La Reuters e Agence France Press hanno pubblicato articoli, così come numerosi canali nelle Filippine. Alla data di pubblicazione di questo post il video della Robledo ha totalizzato quasi 170.000 visualizzazioni. Purtroppo gli alleati del Presidente Duterte, così come altri rivali del Vice Presidente Robredo, hanno colto l'occasione nel video l’occasione per attaccarla politicamente sostenendo che le sue dichiarazioni costituiscono un "tradimento della fiducia pubblica" per cui Robredo dovrebbe essere messa sotto accusa. Alcuni personaggi politici, tra cui il presidente della Camera dei Rappresentanti delle Filippine e il portavoce del Presidente, hanno sostenuto falsamente che la presentazine del video sia stata orchestrata in concomitanza con il deposito, da parte di un membro del Congresso, di una denuncia per impeachment contro il presidente - avvenuto in effetti nella stessa settimana. Lo stesso giorno della nostra riunione il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che chiede la fine delle uccisioni nelle Filippine e il rilascio della Senatrice Leila de Lima, un altro esponente politico critico delle uccisioni extra-gioudiziarie, imprigionata con accuse ampiamente considerate senza fondamento. I critici del vice presidente, tra cui Ferdinand Marcos Jr., figlio del defunto dittatore che ha perso per un soffio con Robredo le elezioni alla vicepresidenza ed è ricordo in tribunale, hanno accusato Robredo di essere la regista di tutti e tre gli eventi e di essere impegnata personalmente in una "campagna di destabilizzazione" contro il governo Duterte per divenir ella stessa presidente.
Nel momento in cui s'è tenuto il nostro evento, la situazione nelle Filippine era già controversa, e il conflitto politico surriscaldato tanto da far sì che il video imperversasse nei media Filippini per settimane: solo ora la situazione ha iniziato a calmierarsi. Una ricerca su Google News sul tema "Robredo" produce ancora decine di articoli, la maggior parte dei quali citano il video e l’evento ONU. La DRCnet Foundation è stata in grado di svolgere un ruolo utile finora - il Philippine Daily Inquirer ha pubblicato un articolo della scorsa settimana, caratterizzato da un’intervista al direttore esecutivo della Fondazione (Group Says Duterte, Not Robredo, Upsetting Int'l Community), condivisa già 8.800 volte, secondo il sito web del giornale, e numerose altre testate, tra cui CNN Filippine, hanno pubblicato una dichiarazione che DRCnet ha emesso chiarendo che il rilascio del video non era collegato alla denuncia per impeachment contro il presidente. Assieme alla DRCnet Foundation, l'Associazione Luca Coscioni, che a Vienna era rappresentata da Marco Perduca, è stata in grado di svolgere un ruolo finora utile - il Philippine Daily Inquirer ha pubblicato un articolo la scorsa settimana con un’intervista a Borden (Group Says Duterte, Not Robredo, Upsetting Int'l Community) condivisa già 8.800 volte mentre numerose altre testate, tra cui CNN Filippine, hanno pubblicato una dichiarazione che DRCnet ha pubblicato chiarendo che la presentazione del video non era collegata alla denuncia per impeachment contro il presidente. A breve l’intero filmato dell’evento verrà messo online e diffuso, sperando che, sulla base del dibattito a Vienna, si possa ricondurre la discussione nelle Filippine sul vero tema, quello più importante: le uccisioni extragiudiziali e gli abusi della guerra alla droga commessi dal Presidente - un altro esempio del fallimento del proibizionismo in materia di droghe nelle Filippine, negli Stati Uniti e altrove. Per tenere viva la questione chiunque può dare il suo contributo facendo circolare il video messaggio del vicepresidente sui propri social o sostenendo le nostre attività. Occorre sfruttare ogni canale per attirare quanta più attenzione possible sulla campagna di morte di Duterte. Grazie
David Borden, Direttore DRCNet Foundation
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L’ONU dopo UNGASS

Le richieste di decine di associazioni alla Commissione Droghe ONU

1 marzo 2017  

Noi sottoscritti crediamo che l'Outcome Document di UNGASS non sia riuscito a produrre riforme cruciali ed ampiamente sostenute, non tenendo in considerazione le problematiche reali.

Chiediamo, pertanto, la convocazione del 60° CND al fine di:  

Riconoscere le conseguenze delle nuove politiche in materia di droghe:

  • Chiarire che "l'impegno per applicare le tre convenzioni internazionali sul controllo delle droghe" non significa che questi trattati, scritti tra i 28 e i 56 anni fa, debbano rimanere immutati.
  • Convocare un "Expert Advisory Group" - un gruppo di esperti - per studiare le contraddizioni internet al sistema internazionale di controllo delle droghe.
Manifestare per i diritti umani  
  • Affermare che le politiche nazionali sulle droghe dovrebbero essere vincolate da norme sui diritti umani; con particolare attenzione alle disparità razziali, ai diritti degli indigeni, e all'impatto sulle donne e sui giovani.
  • Invitare all'abolizione della pena di morte per reati connessi alla droga.
Incentrare sulla persona le politiche sulle droghe
  • Fare propria esplicitamente l'adozione della riduzione del danno e l'allocazione di risorse per finanziarla.
  • Affermare che gli "obiettivi di sviluppo sostenibile" dovrebbero informare e vincolare le politiche sulle droghe.
  • Sostenere gli sforzi, da parte dell'Organizzazione Mondiale della Salute, per una prima critical review - studio approfondito - relativa alla cannabis, che includa anche le raccomandazioni per l'inserimento appropriato, se del caso, nelle tabelle delle varie Convenzioni sulla droga.
Prendere una posizione forte sulla riforma del sistema penale  
  • Incoraggiare i passi da compiere verso la decriminalizzazione.
  • Raccomandare le proposte alternative all'incarcerazione, tra cui le alternative previste per legge, così come la riforma delle pene e altre riforme "compassionevoli".
  • Sostenere l'adozione di approcci normativi alternativi per quanto attiene le nuove sostanze psicoattive.
Promuovere un dialogo aperto
  • Strutturare i prossimi incontri in sede ONU al fine di consentire un dibattito veramente aperto.
  • Sostenere la partecipazione della società civile, così come quella degli individui più svantaggiati, emarginati e di altri gruppi colpiti da politiche sulle droghe, nello sviluppo, nell'attuazione e nella valutazione delle nuove politiche.